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IL MANIACO
Data: 13/11/2020, Categorie: Etero Autore: suve
Nello stesso pianerottolo dell�edificio dove abito c�è una famiglia con un figlio sui 25/26 anni. Li conosco appena e, fino a due mesi fa, non avevo mai avuto problemi con loro, li incontravo occasionalmente e si andava poco oltre il buongiorno per la solita maledetta fretta che ci pervade la vita.All�improvviso mi accorsi che sempre più spesso incontravo il figlio sulle scale e che lui, senza dire una parola, mi guardava con occhi pieni di ammirazione e�. �voglia�.Non faceva nulla, si fermava e mi faceva passare, sia salendo che scendendo, e sentivo su di me i suoi occhi fino alla porta di casa o al portone.Inizialmente la cosa mi infastidì un poco, poi il mio ego fu solleticato dalla sua muta devozione.Essendo insegnante, con la fine dell�anno scolastico ebbi molto più tempo libero e forse fu per questo che gli incontri si moltiplicarono (lui aveva perso il lavoro e, come seppi, era sempre a casa).Lo sorpresi anche a guardarmi di nascosto sul mio terrazzo quando vi uscivo e, devo ammetterlo, fui anche io a �provocarlo� quando, accorgendomi di essere osservata mentre approfittavo del primo sole per una abbronzatura pre-vacanze, tiravo giù le spalline del costume o mi giravo sulla sdraio esponendo le mie doti callipigie.Ho 42 anni e mi si può definire, con un termine che mi hanno rivolto e che ho dovuto cercare su internet per capirlo, una milf. In effetti, pur non essendo bella come una nota attrice italiana, le assomiglio abbastanza, se non altro per i capelli neri ...
... tenuti lunghi e sciolti e per le forme giunoniche Gli sguardi degli studenti che cercano di sbirciarmi sotto la gonna in classe, o le avances di colleghi e amici vari, confermavano che, come mi definì una volta il mio ex, sono una �bella manza�.Insomma, il ragazzo mi spiava e io, in piccola parte, ne ero anche lusingata. Finché si limitava a quello poteva fare come voleva.Purtroppo non si limitò solo a quello. Un pomeriggio, rientrando a casa, mentre aprivo la porta con la chiave, sentii il rumore della porta di fronte. Istintivamente mi girai e vidi lui che mi fissava. Nulla di strano per il primo secondo, poi mi accorsi che aveva i pantaloni slacciati e da essi sbucava il suo coso in evidente erezione.Mi sbrigai a entrare in casa e chiudermi la porta alle spalle, il cuore a mille per la paura.Recuperata la calma mi arrabbiai. Abitavo di fianco a un maniaco.Andando avanti col tempo, mi capitò in altre occasioni, quasi quotidianamente, di trovarmelo davanti con l�uccello dritto e esposto. Come sempre si faceva da parte facendomi passare, solo che ora c�era quella cosa che spuntava dai suoi calzoni a fare la differenza. Nessuna parola, nessun gesto, solo la semplice esibizione di quell�affare che, non potei fare a meno di notare, era di proporzioni rispettabili.Dopo aver riflettuto a lungo avevo deciso di non dire nulla, inutile sollevare uno scandalo.L�unica preoccupazione era stata per mia figlia tredicenne che viveva con me. Se avesse osato fare a lei la stessa cosa gli avrei ...