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IL MANIACO
Data: 13/11/2020, Categorie: Etero Autore: suve
... cavato gli occhi. Invece niente, nemmeno rispondeva al saluto educato di lei, era come se non esistesse. Era evidente che il suo esibizionismo era solo per me e, passata la paura delle prime volte, vedendo che si limitava a quello, non posso negare che sapere di suscitare tanta eccitazione in lui mi�.piaceva. Facevo in modo di non farmi vedere ma, una volta passata davanti a lui come se nulla fosse, voltatagli le spalle, un sorrisino compiaciuto affiorava sulle mie labbra sentendo i suoi occhi puntati sul mio sedere.La settimana scorsa la cosa ha avuto un�evoluzione.Mia figlia era col padre e io ero incavolata nera perché il mio compagno, che già vedevo poco in quanto impegnato con i suoi figli, mi aveva detto che ci avrebbero accompagnati nella casa affittata in Sardegna per le vacanze. Sognavo un mesetto sola con lui, a girare e conoscere i posti dell�isola che, mi dicono, è stupenda. Io, lui, il sole, il mare e nient�altro. Invece avremmo avuto tra i piedi i suoi rampolli. Simpatici quanto vuoi ma��..Rimuginando cose cattive, ero uscita per andare in cantina a prendere un qualcosa. Indossavo un vestitino a tunica tutto a fiori, uno di quelli semplici, morbidi, senza cintura, comodi e freschi da portare, facili da togliere.Appena uscita dalla porta lui uscì dalla sua. Come sempre la faccia inespressiva. T-shirt e pantaloncini�� aperti, dalla patta usciva dritto come un fuso il suo uccello. Mi fermai un istante, abbassai gli occhi sul suo vigore e��.. un�idea balzana ...
... mi saltò alla mente.Come solito passai davanti a lui senza più guardarlo, come fosse trasparente. Imboccai le scale e, al pianerottolo intermedio, mi girai di scatto sorridendogli. Ancora gli guardai il ventre e poi gli occhi in un muto invito. Poi ripresi a scendere. Dietro di me sentivo i suoi passi, mi stava seguendo.Giunta nel seminterrato attesi che arrivasse prima di aprire la porta della mia cantina. Ancora lo invitai con lo sguardo e entrai. Mi fu subito dietro, abbracciandomi di scatto, le mani sui miei seni che avevo lasciati liberi. Sul mio sedere sentivo la sua erezione premere mentre si strofinava come un cane in calore. Lo lasciai fare per pochi secondi gustandomi la sensazione di quella carne dura contro di me, della sua foia impaziente, poi mi girai e lo scostai per chiudere la porta.Senza dire una parola lo spinsi verso il fondo della cantina, a sbattere contro un tavolo. Mi inginocchiai davanti a lui e glielo presi in mano. Finalmente lo potevo vedere per bene confermando che era bello grosso e lungo, non uno dei più grossi o più lunghi che avessi conosciuti ma sicuramente �interessante�. Lo segai per un poco facendo scorrere la pelle a scoprire completamente il glande, poi lo accostai alle labbra saettando con la lingua sulla punta, a cercare e aprire il meato, a sentire il suo sapore leccandolo intorno al glande, lungo l�asta sempre più tesa. Lui non fiatava, mi guardava con occhi eccitati in attesa. Lentamente lo avviluppai con le labbra e scesi cercando ...