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Bastino9
Data: 16/11/2020, Categorie: Etero Autore: Bastino9
... essere dominante che se mi dava un certo senso di sicurezza mi lasciava anche una forte inquietudine. La mancanza dimestichezza alla convivenza e ancor più la condivisione del quotidiano con una persona sconosciuta mi tratteneva dal fare una scelta. Dovermi confrontare con un estraneo e per giunta uomo e uomo di colore continuava a disturbarmi, a prescindere dall’imbiancatura avrei fatto bene o avrei sbagliato? Inconsciamente la mia scelta era condizionata dalla solitudine nella quale vivevo da circa quattro anni. Ormai non potevo più rimandare la decisione di accettare o rifiutare: accettai. Il tempo scorreva troppo veloce, ero ormai a metà strada tra i trenta ed i quaranta anche se ne dimostravo meno; il mio corpo era ancora attraente, alta e in peso in forma, il mio seno ancora non dava segni di cedimento e si teneva ancora su, l’interno coscia era disteso e senza cellulite, le natiche stavano perdendo l’appeal di qualche anno fa quando facevano girare gli uomini ma forse con un po’ di ginnastica mirata potevo recuperare. Continuandomi a guardare allo specchio e pensando a Kamel la mano era scesa a toccarmi e mi stavo eccitando, l’ultima volta che avevo goduto era stato con Alberto quel bastardo che m’aveva piantata in asso per quella squinzia di ragazzina; era un bastardo ma faceva il sesso da quel porco che era, mi piaceva perché mi lasciava svuotata mentre lui era sempre pronto a ricominciare. Ormai mi era eccitata, avevo la vagina bagnata non mi restava che ...
... masturbarmi e lo feci ma rimasi più arrapata ed insoddisfatta di prima. Quel venerdì ero tornata tardi dal lavoro e mi ero completamente dimenticata di Kamel e quando realizzai mi accorsi che non aveva preparato nulla per la cena, corsi all’ipermercato ed al banco della rosticceria presi dei primi, dei secondi i contorni e completai con qualche “sfiziosi”. Entrai in casa che il cellulare squillava – l’avevo dimenticato sul tavolo -:. Quella intimità del “tu”mi colpì provocandomi un leggere turbamento. Il citofono squillò: . Il tono deciso quasi perentorio mi procurò di nuovo quel turbamento; ecco Kamel che entrava con due enormi valigie che lasciò cadere all’ingresso. fece due passi avanti e mi si avvicinò tanto che potei percepire il suo afrore negro misto al sudore, gli occhi neri di lui mi fissavano con tale intensità che mi sentii quasi a disagio e ancor più ero in imbarazzo quando m’attirò a sé stringendomi tra le sue braccia fino a farmi mancare il respiro. Non avevo pensato ad organizzare nulla, adesso ero del tutto spaesata, lui mi guardava con un’aria compiaciuta allora ebbi uno scatto di orgoglio: passando avanti alla camera da letto mi attirò a sé baciandomi con foga. Ero incapace di accennare una qualsiasi reazione anche quando, presa alla sprovvista, non accennai nessuna reazione. Lui mi spinse nella camera, con rapidità mi tolse la camicetta, la gonna facendomi restare solo in mini slip; le sue mani raccolsero il mio seno e baciò i capezzoli facendomi provare un fremito, ...