1. Tradita!


    Data: 17/11/2020, Categorie: Etero Autore: ziettalulu

    Ci eravamo conosciuti molto giovani io e Giacomo, il nostro amore era iniziato sui banchi di scuola e , finalmente, anche se ai miei non piaceva, appena ebbe un posto , ci sposammo. Ci eravamo trasferiti a Roma ed abitavamo in un quartiere di periferia, uno di quei dormitori squallidi, ma quando aveva la giornata libera si andava al mare ad Ostia o a passeggiare al centro, la citta' era incantevole e noi eravamo felici di quel poco che avevamo. Mi ero data a Giacomo da ragazza e avevamo sperimentato tutto quello che il sesso poteva offrire , facevamo l'amore con gioia ed entusiasmo. Io avevo conosciuto solo lui , non avevo avuto altri uomini, ma ero felice di essere stata solo sua, ne ero orgogliosa, e quando mi voleva mi offrivo a lui come solo una donna innamorata puo' fare. Volevamo un figlio ma sembrava che dovessimo attendere, il lavoro andava male, non potevamo permetterci un bambino, a stento si arrivava a fine mese. Mamma ci aiutava come poteva e con lo stipendio ed il suo vaglia si tirava avanti in attesa di tempi migliori. Quando Giacomo ando' in cassa integrazione la situazione divento' ancora piu' difficile, lui cercava di arrangiarsi facendo qualche lavoretto ed io cominciai ad andare a servizio. Poi mio marito fece la piu' grossa cazzata della sua vita, per poter eseguire i suoi lavori di riparazione, in uno dei giorni che lo chiamarono in ditta, rubo' degli attrezzi. All'uscita, forse un collega aveva fatto la spia, lo fermarono e scoprirono il furto. Cosi' ...
    ... perse il lavoro. Ormai potevamo contare solo sul vaglia di mamma, sul mio modesto lavoro e su quello che lui riusciva a guadagnare quando lo chiamavano per qualche riparazione. Poi comincio' a non volerne sapere nemmeno di quei lavori saltuari, io lo vedevo sempre piu' depresso, passava le giornate in poltrona , a commiserarsi e guardare la TV, spesso, tornando stanca dal mio lavoro a domicilio lo trovavo ubriaco. Avevo cominciato a prendere la roba a credito nei negozi sperando di poter saldare i conti con un po' di fortuna. Un giorno in salumeria mi dissero che non avrei potuto comprare altro finche' non avessi saldato il conto in sospeso che ormai cominciava a diventare consistente. Mi vergognai come una ladra anche perche' la cosa mi era stata detta davanti alle altre clienti, uscii piangendo ed andai a sedermi su una panchina, non sapevo cosa mettere nel piatto quel giorno. Mentre ero seduta mi si avvicino' una delle signore che erano in salumeria e che , ne ero sicura, ero certa di aver incontrato altre volte, la chiamero' Luisa con un nome di fantasia, mi disse “ su, vedra' signora che le cose si aggiustano, ma alle volte bisogna dare una spinta alla fortuna, non si abbatta che non serve a niente, venga a trovarmi, magari parlando ci viene in mente un modo per risolvere.” Cosi' una mattina andai a far visita alla signora Luisa,mi accolse cordialmente come una vecchia amica e fra tanti sorrisi mi offri' un caffe'. Fra una tazza di caffe' ed una sigaretta mi disse che molte ...
«1234»