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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... fatto un paio di palle. Ciao Mauro e scusami l’espressione. Era per rendere l’idea.» «Figurati. Ciao Lorenzo.» «Vuoi davvero correggere quello scarabocchio?» «Lorenzo, non è così brutto come a te sembra.» «Se lo dici tu», commentò lui arricciando le labbra in un’espressione dubbiosa. «Lory la mamma deve mandarti in un posto.» «Ho capito mi tocca andare a caricarmi di pizze.» «Lorenzo non fare storie.» «Uffa babbo tocca sempre a me.» «Smettila di lamentarti che non ci rimetti. Prima aiutami a cercare i colori che comprai quando andammo a Bolsena. La mamma pensa siano nel vecchio armadio.» Fu Lorenzo a trovare la valigetta. Riccardo trasse dal portafoglio una banconota da venti euro e la porse al figlio. «Babbo se avessi bisogno di cercare qualcos’altro…» Per fare intendere a Mauro quanto i soldi potessero e come fossero ruffiani i figlioli, Riccardo emise un sogghigno. «No, grazie Lorenzo. Ora corri in casa.» Prima di avviarsi il figlio portò la motoretta nella rimessa e la coprì con una vecchia coperta stando bene attento a non lasciarne un solo centimetro quadrato esposto alla polvere. Riccardo fece cenno a Mauro d’osservarlo. «Guarda come tiene di conto della sua roba. Quest’anno ha gli esami di maturità e gli sta dando sotto. Per scaramanzia non dovrei dirlo ma ho tre figli uno migliore dell’altro. Sì, devo ammetterlo, oggi averne tre, della loro età, tutti col capo sulle spalle, vuol dire avere una fortuna sfacciata. Adesso vediamo di aprire questo coso.» Mauro emise un ...
... sibilo di sorpresa nel vedere dodici tubetti di colore corredati con pennelli di varie dimensioni e forme, riposti in buon ordine nei loro comparti. L’astuccio conteneva anche un flacone di diluente e tre spatole metalliche di diverse dimensioni somiglianti a cazzuole in miniatura. «Accidenti, signor Riccardo, i colori sono i Sisley. Contengono pigmenti ottimi e i pennelli hanno la setola naturale. È un kit favoloso.» «Infatti mi costò un occhio della testa, ma lascia stare il “signore”. Chiamami solo Riccardo.» Mauro premette i tubetti e li sentì cedere alla pressione. «I colori si sono conservati benissimo.» Riccardo era eccitato. «Hai bisogno di altro?» «Un cavalletto ma sarebbe pretendere troppo.» «Dipinsi il quadretto appoggiando la tela allo schienale di una sedia», disse Riccardo. «Non importa, quel tavolino andrà bene. Adoperate ancora quei piatti sulla scaffalatura?» «È roba vecchia. Silvia non vuole che li buttiamo nel cassonetto della spazzatura ma si scorda sempre di portarli al centro di raccolta comunale per i rifiuti speciali.» «Posso prenderne uno?» «Certo che cosa vuoi farci?» «Una tavolozza. La mescolanza dei colori si controlla benissimo sullo sfondo bianco e la pasta rimane fluida perché lo smalto impedisce l’assorbimento del diluente. Nel mio studio tengo un piatto da pizze come tavolozza.» «Giusto, è proprio giusto», concordò Riccardo lisciandosi la calvizie «ed io che l’avevo improvvisata con una tavoletta di compensato. Più diluente mettevo nei colori, ...