1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... più il legno assorbiva.» «Lo credo bene», convenne Mauro togliendo la tela del dipinto dalla cornice. «Posso portare il tavolo fuori della rimessa? C’è più luce.» «Fai come credi. Hai ancora bisogno di qualcosa?» «Acqua ragia e uno straccio per ripulire i pennelli.» «Li vado a prendere.» Giunto al primo pianerottolo, Lorenzo udì il rumore della porta di casa chiudersi con un tonfo tanto secco da farlo sobbalzare. Poi un rapido scalpiccio. Rimase a bocca aperta per lo stupore. «Ah, Lory, sei tornato?» gli disse Silvia senza fermarsi. «Quella che vedi è soltanto la mia proiezione astrale. Il vero Lorenzo sta ancora ripulendo la motoretta dalla polvere delle campagne di Sanfabiano.» «La mamma ti vuole.» «Lo so, anche stasera mi tocca andare a caricarmi di pizze», mugugnò il fratello sporgendosi dalla ringhiera per darle un’altra occhiata. Entrò nel soggiorno e vide che Patrizia e Sergio, assieme a nonna Martina, guardavano la televisione. «Gente, l’avete vista come s’è vestita Silv…» «Lory la mamma ti vuole. Devi andare a prendere le pizze.» «Lo so! Mi avete fato un paio di cogl… marroni.» «Lorenzo fa minga il maleducato, né?» lo rimproverò la nonna. Lui entrò in cucina simulando un’aria preoccupata e disse alla madre: «Mamma, rammenti il posto in cui abbiamo ficcato la mia tenda da campeggio?» «Che sta succedendo», rispose lei «che oggi è tutto un cercare roba? Sarà in soffitta da qualche parte. A che ti serve?» «Stanotte non ci dormo in casa. Vado a montare la tenda sul campo ...
    ... da calcetto di Don Vittorio. A voi consiglio di portare il furgone lontano dalle case e dormirci dentro. Stanotte verrà un terremoto da spianare le montagne. Silvia ha messo la gonna.» Tiziana scoppiò mentalmente a ridere ma con lui assunse una grinta severa. «Lorenzo ascoltami bene perché non te lo ripeterò un’altra volta: a tavola non azzardarti a fare qualcuna delle tue battute spiritose, intesi?» «Promesso.» «Voglio sperarci. Ora corri da Sorrentino. Gli ho ordinato sette pizze capricciose, una margherita, e una al taglio per la nonna. «La pizza fa male alla nonna. Toccherà chiamare il centodiciotto un’altra volta.» «Cercheremo di fargliela masticare bene. Eccoti i soldi. Basteranno sessanta euro?» Il figlio tentennò il capo. «Mamma, il cambio monetario ha scombussolato tutto.» «Eccone altri quindici. Ora fila via filibustiere perché ho telefonato a Sorrentino e le pizze stanno già cuocendo. Ah rammentati di dirgli di cuocerle bene senza bruciacchiarle.» Lorenzo uscì da casa con le labbra assottigliate da un risolino volpino. “Venti me li ha dati il babbo, quindici mi avanzano, cinque me li sconta Sorrentino, perciò sono quaranta euro tondi, tondi. “Che giornatina!” Arcano Mauro miscelava i colori quando un ticchettio attirò la sua attenzione. La camicetta color crema, la gonna lilla a pieghe ampie, corta sul ginocchio, sulla quale spiccava una cintura viola, e i sandali a mezzi tacchi, anch’essi lilla, conferivano a Silvia un’immagine radiosa. Il rossetto purpureo e la ...
«12...100101102...268»