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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... tuo sorriso senza contare il resto.» Le prese la mano e proseguì con un che di smanceria: «Stasera il Terrazzone è vuoto ma basta la tua presenza ad animarlo.» «Ciao, Walter. Ti presento Mauro, il mio ragazzo.» Lui, irritato da quel tipo che si mangiava Silvia con gli occhi, si scostò di un passo e guardò in un’altra direzione per far intendere al “gelataio” che dovesse smettere di tastarle le dita e finirla con quei discorsi da Casanova. Dopo avere squadrato Mauro con un’espressione indefinita, il barista si propose di offrire loro il gelato. «Accomodatevi, stasera non c’è problema di spazio. Sono tutti a vedere la partita di calcio.» Notando quanto Mauro avesse assunto un’aria infastidita, lei esitò ad accettare. «Silvia, non vorrai negarmi questo piacere», insisté il barista seguitando a stringerle la mano. «Ti ringrazio ma preferiamo fare quattro passi», rispose lei strattonando le dita per liberarle dalla stretta. «Accettate almeno che ve lo offra sul cono, allora.» “Mauro, che facciamo?” gli chiese lei con lo sguardo. Lo vide annuire a labbra strette. Procedendo fra due tribune che avevano ospitato il pubblico durante la gara di tiro con l’arco, i novelli innamorati si diressero verso le chiome degli alberi. Di tanto in tanto si soffermavano per leccare tutt’attorno al cono e impedire che rivoli del gelato colassero sulle dita. Silvia diede a Mauro una spintarella di spalla per indurlo a guardarla. «Vuoi che rimanga sempre con te? Non farmi mancare il gelato.» ...
... «Avresti dovuto scegliere un gelataio, invece che fidanzarti con un restauratore di mobili. Quel Walter ti ha dato un gelato così grosso che per finirlo ti toccherà leccarlo fino a mezzanotte.» «Sa che ne sono golosa e il suo è ottimo. E pure lui è un bell’uomo», lo pungolò lei esibendo un risolino lezioso. «Peccato sia sposato e un po’in là con l’età.» «Spiritosa, fammi il solletico che rido.» Silvia adoperò la lingua per rintuzzare l’attacco di un’altra colata e rispose: «Mi ero accorta del fastidio che provavi, sai?» «Embè, ti teneva la mano in un modo che al posto delle dita pareva avesse i tentacoli con le ventose come una piovra.» Silvia serrò le labbra per non innaffiare il Terrazzone con una risata non trattenuta, ma finì per mandarsi il gelato di traverso e tossì. «Sciocco per poco non strozzavo!» «Ben ti sarebbe stato! Hai notato lo sguardo che mi ha indirizzato quel tuo gelataio, ammiratore, quando mi hai presentato come il tuo ragazzo?» insisté Mauro. «No…» «Allora te lo riassumo: mi ha squadrato da capo a piedi con sufficienza, poi ti ha scrutato come volesse biasimarti per esserti fidanzata con una schiappa. Ho usato un sinonimo soft rispetto a quel che sicuramente ha considerato.» «Che t’importa? L’avrebbe pensato per invidia.» «Stasera hai pure messo i sandali con i tacchi», mugugnò Mauro mentre la osservava immergere le labbra sulla porzione di vaniglia. «Non avrei dovuto? Non sono molto alti.» «E ti stanno benissimo.» «Allora dov’è il problema?» «Mi hai fatto ...