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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... apparire ancora più basso.» «Oh, senti, non vorrai fartene un complesso.» Rabbuiato in viso, lui si strinse nelle spalle. «Metterò le scarpe con tacco “dodici” se continuerai con questa storia dell’altezza.» Silvia rallentò per osservarlo camminare, ebbe un pensiero di comprensione e gli tornò accanto. Mauro sollevò il braccio sinistro per cingerle le spalle e farle notare come il suo disagio avesse ragion d’essere. «Forse mi devo soltanto abituare.» «Voglio sperare che ci riesca presto, altrimenti finirò per sentirmi colpevole del tuo disagio.» «Scusami.» «Ti scuso se mi fai sentire il “bacio”.» Lui si sollevò sulla punta delle scarpe e posò le labbra sulle sue. «Intendevo il gusto al “bacio al Gianduia” del gelato. Non fare il furbo.» «Ah, questo?» le rispose Mauro ammiccando la parte marrone che marmorizzava la crema e dalla quale emergeva la semisfera di una nocciola. «Questo gusto mi piace un sacco», disse Silvia adocchiando il seme «ma non lo prendo perché c’è il cacao. Temo mi faccia venire i brufoli.» «Allora è meglio evitare che ti venga un brufolone sulla fronte», le rispose Mauro allontanandole il gelato dalla bocca proprio quando lei stava per affondarci le labbra. «Mauro, solo un assaggio», lo supplicò imitando un piagnucolio. «Te li metterai i tacchi alti?» «Che cosa c’entrano i tacchi alti col gela… ricattatore!» «Te li metterai?» «Sì!» «Allora niente assaggio.» Mauro leccò il “bacio” e le fece notare quanto lo appagasse quel gusto socchiudendo gli occhi. ...
... «Quell’antipatico del tuo amico Walter fa un “bacio al Gianduia” che è la fine del mondo. Silvia non sai cosa perdi», aggiunse usando ancora la lingua a mo’ di cucchiaio. «Mi arrendo, non li metterò.» Silvia gli strinse il polso per impedire che Mauro allontanasse il cono, affondò le labbra sul freddo amalgama marrone, lo assaporò facendolo sciogliere tra lingua e palato, c’immerse ancora le labbra e ne fece sparire un’altra porzione. «Mi hai preso la nocciola intera. Era il bocconcino che tenevo per ultimo. Sputa l’osso!» Silvia serrò la bocca e si piegò in avanti per trattenersi dal ridere. «Ti autorizzo a deglutire il gelato ma non la nocciola. E non provare ha masticarla», le intimò Mauro. «Dammene metà.» Lei pose il seme tra le labbra per fargli vedere che nemmeno l’aveva rotto. Poi lo rimise in bocca. «Mi fai assaggiare anche la crema?» «Ghiottona taglieggiatrice, quel tuo spasimante mi ha offerto una misera porzione di gelato rispetto alla tua e vorresti mangiarmene metà?» «Ha voluto fare il cavaliere», rispose Silvia gongolando. «Ha voluto fare il cascamorto. “Come sei bella qui, come sei bella, là! T’iscrivo al concorso di miss Italia se non lo fai tu. Stasera il Terrazzone è vuoto ma basta la tua presenza ad animarlo”. Se ci ripenso…» Silvia gli sbarrò il passo e torreggiò di fronte a lui. Aveva lo sguardo dolce e disteso. Il perfetto disegno delle sue labbra era interrotto da un minuscolo sbafo marrone del “bacio”. Spezzò la nocciola con gli incisivi e gliene passò ...