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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... salire su per il braccino, poi le metteva nel buco di un muro. Nella loro casetta, diceva.» La Gina raccontò che lei e sua sorella si contendevano sempre una vecchia carriola con la quale si divertivano a scorrazzare il piccolo Lorenzo e finiva spesso che l’avesse vinta lei, anche se poi le toccava faticare fino a diventare rossa come un peperone per sollevare le stanghe e spingerla. Casa mia», seguitò la Gina «aveva un ampio cortile in comune con quella dei suoi nonni. Silvia non si allontanava mai di lì e sapevi il luogo in cui andare a cercarla, se spariva. La trovavi dietro casa mia nello stanzino dei conigli. Una volta decidemmo di pranzare assieme, sicché mio marito dovette ammazzare due conigli ma mentre lo faceva, non t’arriva Silvia. Si mise a strillare così forte che mi affacciai alla finestra. Temevo si fosse fatta molto male cadendo.» Mauro vide Silvia portarsi le mani al viso, come se quell’episodio si accingesse a riviverlo con sofferenza. «Vidi invece il mio Tonino massaggiarsi una gamba e Silvia fuggire via mentre gli gridava: “Cattivo, non ti voglio più vedere e non venire più in casa mia!” Ricordi Silvia?» Lei annuì turbata. «Da quella volta non volle più mangiare carne. I pediatri consigliarono i suoi genitori di fargliela mangiare perciò macinavano il pollo lessato e glielo mescolavano al minestrone di verdure oppure trituravano il petto di tacchino e lo mettevano nello sformato. Lei se ne accorse e iniziò a fare lo sciopero della fame. I genitori ...
... pensarono bastasse regalarle qualche animaletto per farla rinunciare, così le donarono una coppia di cardellini, ma lei li liberò il giorno dopo. Ora la finisco o ti metto in imbarazzo davvero, Silvia.» «Signora Gina potete dire quel che volete.» Silvia si chinò per posarle le labbra sulla fronte. «Mi ha fatto tanto piacere, rivedervi.» «Anche a me e vedo che sei diventata una ragazzona anche senza ciccia. Purtroppo ognuno va per la sua strada, il tempo sfilaccia tutto e il vecchio muore. “Ognuno sta solo, sul cuor della terra, trafitto da un raggio di sole ed è subito sera”. Il suo volto si distese in un fiacco sorriso. «Ora non facciamoci prendere dalla malinconia.» Respirò con affanno e si rivolse a Mauro. «Da quanto tempo siete fidanzati?» «Da otto g…» «Otto mesi», lo anticipò Silvia. «Allora è poco. Avrete modo di conoscervi meglio.» «Signora Gina», disse l’anziana che le sedeva accanto «è ora che mi avvii verso casa, ma se tu e Clara volete rimanere restate pure.» «Veniamo anche noi», rispose lei tentando di sollevarsi. Mauro e Silvia si affrettarono ad aiutarla. «Non restate a vedere i fuochi?» chiese Silvia. «Ci piacerebbe ma la guazza della sera lascia con le ossa rotte. «Buona notte, ragazzi», disse la Gina «e tu, Silvia, rammenta alla tua mamma che mi farebbe piacere se venisse a trovarmi, almeno una volta, perché non la tirerò per le lunghe. Ho il cuore rigido come uno stoccafisso e le sue pareti stanno divenendo di carta velina.» «Ve lo prometto signora Gina.» L’anziana ...