1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... strinse assieme le mani dei due ragazzi, come per benedirli quindi le tre donne con le mantelline fatte all’uncinetto, posate sulle spalle, si avviarono tenendosi sottobraccio. Turchese Si sederono sulla medesima panchina e avvertirono il tepore che le anziane avevano lasciato. «La tua amica Gina ha recitato una delle più belle poesie di Salvatore Quasimodo. Mi ha sorpreso.» «Beh, era maestra elementare. Ha insegnato a parecchie generazioni a Montelignano.» «Ecco perché si esprimeva così bene.» Ora, Mauro, ho bisogno di confidarmi. Mi ero affezionata a quei coniglietti perché mi affascinava vederli crescere. Correvo subito in quello stanzino quando venivamo alla casa dei nonni, per vedere quanto fossero cresciuti. Uno aveva il pelo bianco e gli occhi celesti. Lo chiamavo Cico. Mangiava l’erba medica dalla mia mano. Il caso volle che un giorno giungessi mentre Tonino lo teneva penzoloni per le zampe posteriori e lo colpiva tra il collo e le orecchie con un bastone. Cico si divincolava e Tonino insisteva a bastonarlo. Cico mi guardava come volesse chiedermi il perché di tutto quello strazio. Il sangue gli usciva dal naso, dalla bocca e Tonino che continuava a tenerlo penzoloni perché il sangue seguitasse a scolare per terra. Poi Cico rimase intirizzito, con gli occhi sbarrati, come se la natura gli avesse persino negato di chiuderli al mondo. Raccolsi una pietra e la tirai a Tonino. Mauro avvertiva quanto sforzo le costasse confidargli un fatto che le aveva procurato un ...
    ... rimorso del quale non era riuscita ancora a liberarsi. Lasciò che si sfogasse stringendole la mano. «Lo colpii su una gamba e lui fece cadere il coniglio a terra. Fissai il musino insanguinato del mio Cico. Poi corsi in casa strillando. Rimasi in camera mia per tutto il giorno, sconvolta. La domenica successiva i miei genitori mi accompagnarono da Tonino perché mi scusassi. Ubbidii ma non ci tornai più in casa sua e mi voltavo dall’altra parte se lo incontravo. Tonino era un brav’uomo e uccise Cico in quel modo perché era così che si faceva ad ammazzare i conigli. Rammento che mi cuoceva le castagne mettendole in una padella bucherellata, di quelle col manico lungo. Poi mi raccontava della sua prigionia in africa, durante la seconda guerra mondiale e della fame che non riusciva a togliersi.» Silvia incominciava ad avvertire la sensazione che dentro qualcosa le sarebbe parso più leggero. Col dorso della mano rintuzzò una lacrima. «Ho pianto più da quando ti ho conosciuto che in tutta la mia infanzia cribbio!» «Mio padre sostiene che la vita è un susseguirsi di varchi per attraversare i quali si devono pagare pedaggi fino all’ultimo respiro. Persino la gioia ha un prezzo.» «È così Mauro. Vorrei andare nel futuro per sapere se attraverseremo quei varchi sempre assieme.» «Io nel passato per vedere quale aspetto birichino ti donasse la tutina rossa. Sarei voluto comparire mentre gettavi a terra la frutta a Erminia la fruttivendola perché ti aveva nascosto il ciuccio.» «Come sai certe ...
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