1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... sì. La tua guancia mi scotta il collo.» «Silvia le hai le foto di quand’eri bambina», le bisbigliò. «Due album pieni.» «Anche con la tutina rossa?» «Molte.» «Posso averne qualche copia? Recupererò con le immagini il tempo in cui non ti conoscevo.» «Te ne porterò di tutte le età.» Silvia gli posò le dita sulle labbra e le insinuò tra esse. La parte interna, umida di saliva, le provocò un brivido e quando lui, con la mano libera, fece il tentativo di sbottonarle la camicetta, compì l’atto di aiutarlo a liberare le mammelle dalle coppe del reggiseno con una spontaneità istintiva. Avvertì i capezzoli inturgidirsi ancor prima che Mauro li sfiorasse con le labbra. Inarcò la schiena alla leggera stretta dei denti, il respiro corto, spezzato. Gemette piano e sussurrò qualcosa. Lui respirò la fragranza che emanava la carne soda di quegli opulenti seni, insinuò la mano sotto le mutandine e accarezzò la soffice peluria che celava il tenero nido: rugiada sulle dita. Silvia percepì l’ardore col quale si scopriva donna. «Mauro mi sento tutta bagnata…» «Lo credo bene, sei pisciona.» «Sciocco, lo sai che non è pipì.» Lo sentì emettere un risolino, le dita insinuarsi nel suo nido, indugiare sul minuscolo forellino dell’imene poi iniziare a titillarle il bottoncino. Mosse il bacino per assecondarlo, emise un gemito nasale, avvertì uno struggimento tanto intenso da sembrarle uno spasimo quasi insopportabile. Il cuore le batteva nel petto come un tamburo. Arcuò la schiena stringendogli con ...
    ... forza i capelli. La sua mente figurò un’onda tumultuosa, si sentì sollevare sulla cresta del flutto, infine lasciò che il cavallone la sommergesse una volta, poi l’onda si calmò un istante prima di sommergerla ancora e tutto fu turchese. Si sentì adagiare su una quieta risacca e cullare da placidi ritorni dei flutti. Fece un respiro profondo, gettò la testa indietro e la sua chioma dondolò oltre lo schienale della panchina. Immaginò che il piacere fisico provato fosse rimasto sospeso sull’aria come una bolla di sapone che la bava di brezza faceva fluttuare. La luce aranciata dei lampioni illuminò il suo viso con un gioco di luci e ombre che sfumavano l’intensa soddisfazione dei sensi e modellavano un’opera d’arte: l’espressione di una donna appagata. Restò in silenzio, sorpresa e rilassata, le mani a blandire con tenerezza i capelli di Mauro, rimasto col viso tra i suoi seni. Mauro colse gli occhi di Silvia dritti nei suoi quando sollevò il viso dalle sovrane del mondo. Affascinato, rimase a osservarne il volto ovale, le iridi luccicanti per il riflesso dei lampioni, il respiro leggero. «Mauro volevi farmi svenire? È la prima volta sai? Nemmeno da sola avevo mai provato, invece a te non manca la pratica.» Lui soffocò un altro risolino premendogli la bocca sul collo, poi disse con un tono esageratamente saccente per il piacere interiore di essere stato il primo uomo a farle provare la delizia del suo primo orgasmo: «Nel sesso si può imparare la tecnica ma è l’amore l’artefice ...
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