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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... esserci riuscito. Allo scadere del mio mandato tornerò a lavorare a tempo pieno nell’azienda di mio padre. Mi chiedo perché mai abbia accettato la candidatura.» «Perché nessuno è immune alle lusinghe», asserì Livio «ma non ha fatto il successivo passo, quello di adeguarsi al sistema, perciò sarà sconfitto perché il soggetto anomalo piombato nell’immutabile ingranaggio politico delle convenienze è lei. Lei è un personaggio giusto per un mondo immaginario ma in questo, mi passi il termine, è un rompicoglioni come noi.» Il Sindaco annuì. «Ora vi prego di scusarmi. Credo che di là ci sia gente che attende. Teniamoci in contatto. Raffa, salutami i tuoi e Rossana.» «I miei senz’altro ma non Rossana. Non stiamo più insieme da qualche mese. «Avrei giurato foste una coppia affiatata.» «Invece litigavamo spesso.» «Sentitelo», esclamò Fabrizio «il Dongiovanni della Valcorniola era fidanzato e l’ha pure rimpiazzata perché come ha messo piede nella nostra sede, ha fregato la ragazza a un nostro socio. E vedesse che bella figliola s’e accaparrato.» «Buon per lui», rispose il sindaco «anche se un po’ mi spiace. Rossana è mia cugina di secondo grado, ma così va la vita.» La celia Da dieci minuti la delegazione ecologista era seduta attorno al tavolo di un bar di Sanfabiano. Fabrizio teneva una mano sulla spalla di Mauro e sorseggiava il caffè. «Spero non te la sia presa per la battuta.» Mauro fece spallucce e rimase col sorriso sulle labbra. «Rubacuori, che stai covando?» «Mi è venuto ...
... in mente quale sia il colmo per un laureato in Scienza della Comunicazione.» «Quale?» domandò Fabrizio. «Essere proprietario di un’impresa di pompe funebri.» «Un colmo così azzeccato come ti è venuto in mente?» «Il mio sindaco ha preso quel dottorato.» «Ed è proprietario di un’impresa di pompe funebri?» gli chiese Dino. «È l’azienda di suo padre.» Risero così rumorosamente che la commessa del bar li scrutò con l’espressione di chi si domandasse quante rotelle mancassero agli ospiti di Mauro. Perfino Livio, che se rideva lo faceva in modo sobrio, aveva mollato i freni. «Questa è più bella dei colmi sui carabinieri», disse. «Il lavoro non gli mancherà se tornerà a gestire la sua azienda a tempo pieno», seguitò Fabrizio, sarcastico «e se non vorrà trovarsi incastrato in qualche guaio, magari per una piccola imprudenza pubblica o privata, dovrà tornarci alla svelta a vendere le casse da morto. Gli amministratori che si comportano come cani sciolti, sono terra di nessuno, bersagli per essere sputtanati alla prima occasione e finiranno rosolati allo spiedo dei professionisti che vogliono mantenere lo status quo. Viviamo in un mondo che brulica di vigliacchi e la calunnia è l’arma più efficace perché germina il dubbio sulla gente, anche se è falsa. Fabrizio assunse un tono meno pessimista e chiese se le copie delle foto fossero pronte. «Stasera le avrò», confermò Livio. «Bene. Vediamoci dopo cena nel mio studio per rivedere il ricorso. La mia segretaria lo spedirà domattina. Ah, ...