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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... dimenticavo: ho preso contatto con due reti televisive nazionali.» «Come ci sei riuscito?» «Un colpo di fortuna.» «Fabrizio ti ringrazio da parte di tutti. Fammi sapere quanto ti dobbiamo per il materiale e la spedizione postale», disse Livio. L’amico fece un gesto di noncuranza e terminò di sorseggiare il caffè.» «Fabrizio ce la faremo?» domandò Mauro. «È difficile dirlo. Intanto bada a Silvia perché dovrai farle la guardia con lo schioppo.» Fabrizio gli diede un buffetto sul braccio e aggiunse: «Si scherza, eh? Sono convinto dovrai cambiare pannolini a una ciurma di figlioli e il tuo sindaco può aiutarci molto se riuscirà a dare il suo ultimo colpo di coda. Ora portaci a vedere le tue opere.» Si accingevano ad alzarsi dal tavolo quando il cellulare di Livio si animò.» Silvia parlò con voce sommessa per timore di recare disturbo. «Siete ancora nell’ufficio del sindaco?» «Già fatto. Ci siamo fermati in un bar a bere qualcosa.» «Il colloquio com’è andato?» «Il sindaco è intenzionato a condurre la nostra stessa battaglia.» «Accipicchia da non crederci!» esclamò Silvia. «Chissà come sarà rimasto contento Mauro. Me lo passi?» Fabrizio fece un rapido cenno a Livio di volerle parlare per primo.» «Fabrizio ti vuol dire qualcosa. Te lo passo.» «D’accordo, ciao Livio.» «Silvia?» «Ciao Fabry. Livio mi ha informato che anche il sindaco di Sanfabiano non è favorevole alla costruzione della diga.» «Incredibile ma vero. Miss Europa, che stai facendo?» «Stiro. Se non lo faccio il lunedì ...
... mattina che teniamo chiuso dove lo trovo il tempo?» L’amico fece un teatrale sospiro. «Silvia, rimembri ancor…» «Fabry smettila di fare lo spiritoso e passami Mauro.» Lui strizzò l’occhio agli amici perché stessero allo scherzo che già tramava. «Non c’è. È uscito dal bar poco fa.» «È tornato a casa?» «Non lo sappiamo. È entrata una ragazza e si sono messi a colloquiare in disparte.» A Silvia tremò la voce. «Che… che cosa si sono detti?» «Mica ci siamo messi ad origliare e che diamine, Silvia», rispose Fabrizio nicchiando per non ridere. «Per di più parlavano a bassa voce.» «Discutevano o conversavano?» Fabry è importante che lo sappia», insisté Silvia. «Dapprima si sono guardati con imbarazzo, come volessero scusarsi di qualcosa l’un l’altro, poi hanno conversato sorridendosi. Dopo un paio di minuti Mauro ci ha salutato e sono usciti assieme.» «Assieme!?» «Proprio così. Evidentemente si conoscevano “molto bene” perché lei l’ha preso sottobraccio. Ora ti saluto. Ciao.» Fabrizio passò prontamente il cellulare a Mauro. «Silvia?» «Il groppo che le aveva serrato la gola si tramutò in un impeto di rabbia. «Mauro, ripassami quello stupido del Ridolfi.» Fabrizio rattrappì le spalle come per prepararsi a prendere una legnata. «Deficiente, ti strozzerei se ti avessi tra le mani.» «Silvia sarei una forza come attore, ammettilo.» «Meriteresti l’Oscar come cretino. Ora ripassami Mauro, spicciati! Mauro?» «Ciao Silvia.» «Fabrizio mi ha fatto prendere una fifa blu.» «È una persona in gamba, ...