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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... però.» «Lo so ma ogni tanto esagera con gli scherzi idioti. Ancora ho la palpitazione.» Silvia fece una pausa, trasse un sospiro e la sua voce divenne più rilassata. «Allora, nemmeno il tuo sindaco vuole la diga?» «Sì! E mi è parso determinato. Sta mettendo a repentaglio la sua stessa carica. Ora ti sei calmata?» «Insomma. Quando ci vediamo?» «Questa settimana non te lo prometto. Siamo indietro col lavoro e mi toccherà stare in bottega fino a tardi.» «Ti capisco. Pure a me capita. E poi ne hai fatta di strada questa settimana.» «Silvia ti prometto che ci vedremo tutte le volte che potrò. Ah, mia sorella mi ha chiesto di invitarti a cena, sabato prossimo. Ti vuole conoscere.» «Verrò ma sarò da te non prima delle otto. Il sabato pomeriggio c’è maggiore afflusso di clienti, perciò non posso assentarmi troppo presto.» «Ceneremo quando arriverai.» «Promettimi di dire a tua madre che non dovete sentirvi in obbligo di cenare in un certo modo.» «Non preoccuparti, la mia mamma è piena di risorse.» «Sabato ti porto le copie delle foto.» «Non dimenticare quella con la tutina rossa. Voglio fare il ritratto di Silvia bambina.» «Sarà la prima che vedrai. Ciao Mauro. Salutami gli altri, compreso Fabrizio e se facesse gesti da sdolcinato, come immagino faccia, togliti una scarpa e sbattigliela in testa, da parte mia.» L’elogio di Fabrizio «Mauro, hai talento», disse Fabrizio esaminando i giochi di luce e d’ombra di un sottobosco e una mandria di mucche che pascolavano su un prato battuto ...
... dalla pioggia. Notò come le nuvole bigie non togliessero luce all’insieme della composizione. Pensò che occorressero doti notevoli per rendere luminosa una giornata di pioggia e al contempo comunicare la mancanza di luce solare. «Veramente apprezzabile. Complimenti. Che ne pensi Livio?» Lui che esaminava il disegno di due gatti che si fronteggiavano col pelo irto sulla groppa, commentò: «Sono stupito.» Tornò a osservare i ritratti dei genitori e della sorella, appesi alle pareti, lo lodò per il tratto pulito e gli disse: «Dipingi con straordinaria capacità comunicativa. Riesci a bloccare il movimento dei soggetti vivi nell’istante in cui vuoi che l’osservatore lo colga.» «Mi è difficile associarti a una corrente pittorica», tornò a considerare Fabrizio «e di storia dell’arte non sono acerbo. A quale corrente ti senti vicino?» «All’espressivismo.» «All’espressionismo? Non mi pare siano espressioniste le tue opere.» «Ho detto espressivismo.» «È la prima volta che ne sento parlare.» Fabrizio aggrottò la fronte e domandò Mauro a quale corrente si riferisse. «Alla mia. Io non dipingo ispirandomi a uno stato d’animo come sostengono molti pittori, che vogliono dare ad intendere quanto il loro stile scaturisca da un moto interiore, ma ciò che vedo. Lascio alla capacità della mia mano definire l’intimità di persone e natura.» «Meglio non potevi esprimerne il concetto.» Fabrizio si rivolse a Nadia alla quale brillavano gli occhi. «Signora suo figlio ha talento. Sarei onorato se potessi ...