1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... critica noti le tue capacità. In ogni caso prendila sul serio la mia proposta. Hai talento e rimanere isolato non ti giova maestro Falaschi.» Fabrizio inarcò le sopracciglia e gli suggerì che nemmeno avesse bisogno di uno pseudonimo perché Falaschi suonava benissimo come firma di un artista. CAPITOLO UNDICESIMO Confidenze Per fargli una sorpresa Silvia non aveva avvertito Mauro che sarebbe giunta in anticipo. Emozionata più della prima volta, si ritrovò a suonare il campanello senza avere memorizzato d’essere scesa dall’auto. Indossava un tailleur verde giada con gonna appena sopra il ginocchio, camicetta bianca e scarpe a mezzi tacchi; attese di vedere apparire Mauro, col cuore in gola. Dal portico scese invece una ragazza graziosa i cui lineamenti del viso somigliavano a quelli di Mauro. Aveva capelli castani di taglio corto. La pelle, chiara, era punteggiata da rade lentiggini. Gli occhi, di un saturo marrone, s’intonavano ai pantaloni e alla camicetta beige. Sguardo e sorriso comunicavano stupore e gioia. «Ciao, Silvia.» La sua voce aveva ancora un tono striato d’infanzia. «Ciao. Suppongo tu sia Manuela.» Lei annuì e le toccò sollevarsi sulla punta delle scarpe per accostare le guance alle sue. «Mia madre mi ha parlato di quanto fossi bella ma soltanto ora capisco il motivo per cui Mauro mette i libri in frigo. Giovedì sera abbiamo trovato il manuale tascabile di tecnica del colore, che consulta spesso, nello scomparto dei formaggi, però non dirglielo che te l’ho ...
    ... riferito. Mi terrebbe il muso.» «Sarà il nostro primo segreto.» «So che compirai vent’anni ai primi d’agosto ma quest’abito ti fa qualche anno in più e ti dona l’aspetto di una stupenda signora.» «Manuela non farmi diventare rossa che ho già il cuore in gola.» «Dove hai posteggiato la macchina?» «In strada.» «Portala dentro. In questi paraggi c’è un cretino che si diverte a rigare le auto, specialmente se riconosce che i proprietari non sono del luogo. Dietro casa hai voglia di spazio.» Al ritorno si soffermarono nella veranda. «Silvia indovina dov’è andato il tuo spasimante?» «Non saprei.» «Pensa a qualcosa che ti piace.» «A comprare il gelato?» «Sì. Di quello artigianale.» «Sai già che sono golosa di gelato?» «Anche di quali gusti: nocciola, crema e fior di latte. Ti piace pure il bacio ma ci rinunci perché temi che il cacao ti faccia venire i brufoli.» «Manuela anch’io so qualcosa di te.» «Mio Dio, che cosa?» «Da bambina eri ghiotta di bacche delle rose canine ma non sapevi spremerne la polpa senza che fuoriuscissero i semi, così lasciavi che lo facesse Mauro per te.» «Proprio così», rispose Manuela. «Era tanto bravo che riusciva a svuotarle senza fare uscire un solo semino, raccoglieva la polpa di cinque o sei bacche sul polpastrello di un dito, poi m’imboccava.» «Mauro mi ha anche riferito che da bambina odiavi le bambole. Temevi cominciassero a muoversi», le confidò Silvia. «Proprio così», ammise Manuela mostrando stupore. «Scopro che mio fratello ti ha fatto la cronaca della ...
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