-
Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... un quadro ancora fresco.» «Non male come idea.» Mauro si figurò una tela cascata dalla parte sulla quale aveva appena ultimato un dipinto.» «Funziona?» «Un po’ ma credo sia meglio mi allontani subito.» Effusioni Al ritorno Mauro tolse le scarpe e si distese sul dondolo, il capo poggiato sul grembo di Silvia. «Guardatelo come s’è messo. Non vuoi più continuare?» «A fare cosa?» «Mauro, hai capito, non farmelo dire.» «Ora mi va di stare così. Ti sono passate le paturnie?» «Questa domanda mi fa pensare che tu voglia castigarmi. Farai durare molto la punizione?» «Non sono così severo.» «Una settimana?» «Penalità già scontata.» Mauro si sentì arruffare i capelli, poi ebbe il viso coperto da una cascata di chiome brune e avvertì un bacio sonoro schioccato in fronte. «Mauro mentre eri assente, pensavo all’affetto che provo per i miei e l’amore che avverto per te. Sono due sentimenti diversi ma identici nell’intensità.» «Perché hai fatto questo paragone Silvia?» «Non lo so. Forse per confidarti quanto desiderio abbia di sentirti mio.» «Vuoi vedere chi mi sono fidanzato con una femmina tanto carnale quanto passionale?» le disse Mauro. Silvia gli distese una mano sulla guancia e annuì sussurrandogli: «Me lo stai facendo scoprire tu. Prima di incontrarti nemmeno mi sfiorava l’idea di essere così, però ora ti devo svelare un’altra cosa: «Riguardo ai miei genitori ti voglio confidare che a volte provo ingratitudine per non avere mai detto loro quanta riconoscenza provi per avermi messa al ...
... mondo.» «Sbagli», obiettò Mauro carezzandole il volto «perché glielo hai dimostrato facendo la tua parte, senza mai deluderli e se c’è intesa tra genitori, è più difficile che siano delusi dai figli.» Mauro rimase assorto qualche istante e aggiunse: «La concordia tra i miei ha fatto sempre sentire protetti me e mia sorella: mai urla, mai grossi litigi, mai mutismi o sguardi ostili, tanto che li ho paragonati a una candela: mio padre lo stoppino, mia madre la cera.» «Ogni tanto», commentò Silvia «vieni fuori con certe espressioni! “Stoppino e cera”. Dà l’idea di una coppia che invecchia con la consapevolezza dell’indispensabilità reciproca. Sarà così anche per noi Mauro?» L’importante è volerlo e augurarsi che un po’ di fortuna ci aiuti a tenere lontane le fatalità e il buon senso ci faccia respingere le tentazioni. Spero che impareremo a divenire complementari come il verde lo è del rosso. In un dipinto c’è consonanza se i colori s’intrecciano con armonia. Mio padre ha tirato avanti la famiglia ragionando così. Dopo le medie inferiori si è messo a imparare il mestiere di restauratore, invece di continuare a studiare. A sedici anni lavorava già nove ore il giorno, ed era mio nonno che lo spronava perché andasse a farsi una chiacchierata con gli amici al bar. Non s’è arricchito ma ci ha fatto sentire la terra sotto i piedi, sempre. È anche un uomo di profonda cultura e diventa pure zuzzurellone quando ci si mette.» «E tua madre?» «Ha un’intelligenza più istintiva e la capacità ...