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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... di avvertire la falsità delle persone, a pelle. È capitato più di una volta che abbia avvisato mio padre di non fidarsi di questo o quello, azzeccandoci.» Mauro rivolse lo sguardo verso il giardino e soggiunse: «La mia mammona è una gran chioccia.» «Ciumbia, come l’hai detto. Gli sei attaccato parecchio?» «Molto.» «I figli maschi sono tutti così. Vedo mio fratello, non che a suo padre voglia meno bene intendi, ma mai una volta che sia entrato in casa e abbia detto dove fosse il babbo. “Gente, dov’è la mamma”. Mi sembra di sentirlo. «É un richiamo naturale, Silvia.» Mauro le prese la mano, se la portò alle labbra e la baciò sul palmo. «Li hai ancora tutti e quattro i nonni, Mauro?» «Fortunatamente sì. I materni si sono trasferiti a Morciano. Vivono con una zia nubile. I paterni abitano soli, a poche centinaia di metri da qui. Mio nonno Federico viene spesso in bottega a darci una mano e mia nonna Cesira cuoce il sugo per la pastasciutta come lo faceva la tua. Spesso, di domenica, la vedi che arriva verso le undici e mezzo del mattino, con un pentolino di ragù anche per noi. Ti porterò a conoscerli una delle prossime domeniche.» «Mi farebbe piacere. Provo tenerezza per le persone anziane.» «Ho conosciuto anche la mia bisnonna, sai?», seguitò Mauro. «Avevo otto anni quando morì, all’età di novantasette anni.» «Cacchio!» esclamò Silvia «sei di razza longeva. Morirò prima di te e mi terrai per mano nel momento della dipartita.» «Non darlo per scontato. Le donne sono più dure ...
... degli uomini a tirare le cuoia.» Silvia si lasciò andare a una risatina finalmente distesa. Gli domandò se rammentasse la sua bisnonna. «La ricordo un po’ curva con gli occhi arrossati, sempre attenta a dove andassi e quel che facessi. Quando mi ammalavo, era sempre lei che si accorgeva per prima. “Quando voce di bambin non squilla o ha la febbre o gli piglia” diceva.» «Continua Mauro», lo incalzò Silvia. «Portava una mantellina fatta all’uncinetto come le anziane di Montelignano. Voglio farle un ritratto. Ho qualche foto che mi possa aiutare. La collocherò accanto ad un focolare acceso, mentre dondola la mia culla. Aggiungerò un gattino che dorme in un canto, ma dovrò attendere di essere migliorato a dipingere il fuoco. Non è facile dare alle fiamme il senso del movimento, cogliere l’istante in cui si distaccano dal ciocco per danzare sull’aria.» «Mauro descrivi le cose in un modo che incanta. Chiunque tu sia, grazie ingegnere per avere incontrato sto ragazzo. Non lo avrei conosciuto altrimenti. Credo mi sarà difficile non essere gelosa.» «Ed io non avrei avuto questo cuscino morbido», disse Mauro, sospirando. «Muovi un po’ il dondolo.» «Sentitelo il mio cucciolotto, vuole essere cullato.» Silvia spinse i piedi e il dondolo oscillò. «Mica sembri un pittore. Sei troppo, come dire… sì, troppo ordinario. Gli artisti sono tipi strani, sempre tormentati, portano capelli e barba lunghi, vestono eccentrici.» «Detesto le persone che si comportano in modo strambo per apparire più ...