1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... sollevare per le ascelle e incitare a correre ma aveva perso una scarpa e zoppicava. Quando la persona che l’aveva sollevata si chinò per toglierle l’altra, vide un ragazzo biondo, con barba e capelli lunghi, che le gridava di sbrigarsi a corrergli appresso. Fu così che si nascosero nel magazzino di granaglie. Solo allora mia madre poté rendersi conto di come fosse ridotta. Dal golfino e dalla camicetta parecchi bottoni erano saltati e aveva perduto il soprabito di loden che teneva sottobraccio. Mio padre, che continuava a sbirciare fuori della porta, guardò mia madre in faccia soltanto quando capì che gli scontri si erano allontanati.» «Silvia pensa a quanto sia bizzarra la casualità delle circostanze. Ci siamo potuti conoscere per quell’idrante della polizia; se tua madre non fosse stata investita dal getto d’acqua, tuo padre,forse, le sarebbe passato accanto ma senza chinarsi per allontanarla dai tumulti.» Quella frase ebbe l’effetto di farla divenire stranamente pensosa. «Silvia, ho detto qualcosa che ti ha turbato?» «Pensare che il capotreno della vita sia l’imprevisto», rifletté lei «fa un po’ paura perché sta in agguato pronto a riprendersi quel che concede. Temo sempre che accada qualcosa alle persone che amo, più di quel che possa capitare a me. In questo somiglio a mia madre.» «Forse hai un’indole troppo materna», ripose Mauro percependo il tepore del suo grembo sulla nuca. «Ti farebbe piacere se lo fossi?» «Le mogli-mamme sono spose premurose.» «Non ti ...
    ... sentiresti oppresso?» «Affatto.» «Saperlo mi tranquillizza perché conosco il mio temperamento e temo che sarò troppo posses… protettiva», si corresse Silvia dandogli un altro bacetto sulla fronte. «Non sarà certo la tua predominanza a crearmi problemi. Che cosa successe ai tuoi, in seguito?» «Vuoi che continui?» «Certo. È meglio che al cinema.» «Mio padre disse a mia madre di spogliarsi ma lei esitava.» “Togliti questa roba fradicia di dosso, te capì? Stai battendo i denti ostrega! Vuoi prendere un malanno?” Vedendo che rimaneva imbambolata si tolse il maglione.» “Levateli dopo che sarò uscito, metti questo e avvolgi i piedi con quei sacchi vuoti.” “Tu dove vai?” “A cercare qualcosa d’asciutto. Qui vicino abita una famiglia che conosco. Sono compagni.” “Vengo con te.” “Scalza non passeresti inosservata e se ci beccasse la polizia, ci porterebbe in questura e ci farebbe un verbale per adunata sediziosa e tumulti.” “Se vengono i proprietari, che cosa gli dico?” “Che passavi per strada col tuo ragazzo, siete rimasti coinvolti nei tafferugli, avete trovato riparo qui dentro e lui è andato a cercarti degli abiti asciutti.” “Se non ci credessero e volessero chiamare i carabinieri?” “Allora piangi. Funziona sempre per una donna.” “Come ti chiami?” “Riccardo. Tu?” “Tiziana.” “Hai il viso più bello del nome.” “Lascia stare i complimenti, Riccardo, e cerca di tornare presto.” «Tornò?» domandò Mauro poggiandole l’orecchio sull’addome. «Spiritoso, non ci saresti ad ascoltare se mi brontola la ...
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