1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... sentiero, dovevano procedere usando le roncole, a turno, per aprirsi un varco. A Silvia avevano lasciato la mansione di portare lo zaino con scorte d’acqua e merende. All’inizio Gigi era riuscito a orientarsi ma, scesi più in basso, aveva perso la direzione, cosicché si erano dovuti fermare in una radura così stretta da avvertire l’odore acre della loro traspirazione. «Gigi tiraci fuori da questa macchia», lo esortò Stefano sollevandosi sulla punta delle scarpe per tentare di scorgere la cresta dei poggi. «Dovrei orizzontarmi con la conformazione delle colline ma non posso arrampicarmi in un arbusto d’erica.» «Proviamo a far salire qualcuno in groppa a un altro», propose Mauro. Gigi e Dino guardarono Stefano. «Lo immaginavo.» «Sei il più robusto. Sarà Silvia a sederti sulle spalle. È alta e più leggera di noi.» «Ci mancava dovesse essere pure lei», borbottò Stefano. «Che hai detto?» gli domandò Gigi. «Niente, proviamo.» Stefano si chinò per consentire a Silvia di salirgli in groppa. Fece una smorfia e strinse i denti. «Ragazzi, aiutatemi ad alzarmi o mi verrà l’ernia del disco.» Le afferrò saldamente i polsi per aiutarla a trovare l’equilibrio e sistemò i piedi sul terreno. Percepì il grembo caldo dell’amica attraverso i jeans e gli sovvenne un rimpianto amaro come fiele. Nondimeno riuscì a tirare fuori una battuta spiritosa. «Accidenti a te Dino. Dicevi che era più leggera di noi.» «Silvia, riesci a vederlo un cornicione di roccia sul poggio opposto a questo?» «Sì, Gigi, è ...
    ... laggiù.» «Bene. La radura si trova sotto la roccia.» «Silvia rimani col braccio teso nella direzione del costone», le suggerì Dino. Aprì un varco di un paio di metri nella direttrice indicata dalla mano. «Ora puoi scendere.» Tornarono ad avanzare mantenendo il sole alla destra. Più avanti s’imbatterono in una fratta di ginepri. Tentarono di aggirarla sperando di ritrovare il passaggio che Gigi e Stefano avevano imboccato giorni prima. Poi decisero di avanzare, dritti, aprendosi un varco a colpi di roncola. «Stefano dovrei appiopparti una multa», brontolò Dino dopo aver visto il compagno assestare un fendente alla sterpaglia. «Hai mozzato la cima di un pino silvestre.» «Non ho fatto apposta. Nemmeno mi ero accorto che ci fosse.» «Ragazzi io non dovrei esserci», si lamentò Dino. «Danesi, smettila di fare il ravveduto», sbuffò Gigi. «Non sei venuto a espletare la tua attività di guardia ecologica ma partecipi a un’escursione con un gruppo d’amici. Ora muovi le chiappe che la sete mi ammazza.» Seguitarono a menare di roncola fino a che, improvvisamente, si ritrovarono nella radura. Distesero camicie e pantaloni al sole e si sederono al riparo dell’esigua ombra che gli arbusti proiettavano su un margine dello spiazzo. Silvia fu costretta a mettersi discosta voltando loro le spalle perché si era tolto anche il reggiseno talmente era intriso di sudore, cosicché si prestò a battute maliziose. «Silvia non immagini quanta malinconia provi a vederti sola», disse Gigi. «Siedi con noi e ...
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