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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... Mauro. «Sarò di poche parole perché non sono un oratore e vi confesso che ho più dimestichezza col pennello che con la lingua.» Esplose una risata corale. Accortosi dell’involontaria frase a doppio senso, Mauro si portò la mano agli occhi. «Con le donne bisogna essere specialisti in entrambi i modi. Sentiamo Silvia che ha da dire in proposito», chiese Gigi. Imbarazzata, lei si sarebbe nascosta sotto il tavolo. «Facciamolo terminare», disse Livio battendo ancora le mani. «Voglio ringraziarvi per ciò che avete fatto.» «Che avete? Avresti dovuto dire “abbiamo”», precisò Livio rivolgendodogli uno sguardo di stima. «Ci hai avvertito in tempo e hai fatto un servizio fotografico da vero professionista.» «Gente tra poco arrivano le pizze», avvertì Ezio. «Grazie Livio», gli rispose Mauro «ma non credo di meritarmi tanto.» «Nel senso di avere azzeccato quaterna e cinquina?» proferì Gigi, malizioso. «Architetto», disse il Bizza polemico «perché non vai a dare una gomitata anche a Gigi?» «Voglio inoltre che sappiate», continuò Mauro «che Stefano si è battuto come un leone per portarci fuori da quell’inferno in cui eravamo capitati. Senza di lui non saremmo usciti vivi.» Stefano, imbarazzato, fissava il suo tovagliolo. «Grazie Stefano, è una fortuna avere un amico come te», terminò Mauro rivolgendogli uno sguardo riconoscente. «Per Stefano», propose Gigi «hip, hip, hip?» Silvia avvertì il dovere di andare ad abbracciare l’amico. Guardò Mauro che le fece un cenno d’assenso. Forzò la mano ...
... sotto il mento di Stefano per costringerlo a sollevare e guardarla negli occhi. Posò le labbra sulle sue. Due camerieri servirono le pizze a tutti tranne che a Silvia. «Stasera niente farciture con la ciccia», commentò il Bizza. «Ci stava proprio fare un fioretto.» Fissò il piatto vuoto dell’amica. «Silvia si sono scordati di te?» «Forse pensano che sia a dieta», rispose lei nel tentativo di celare il disagio con quella fiacca battuta. Fabrizio, che la sua pizza non l’aveva ancora toccata, fece il gesto di versarle della birra. «Fabry mi verrebbero le vertigini se la bevessi a stomaco vuoto.» Entrò nella saletta il proprietario della pizzeria, un tipo corpulento col viso somigliate alla mappa stradale di una carta geografica, tanto era intersecato da venule di colore rosso violaceo. Poggiò la mano sulla spalla di Livio e gli disse: «Scusami se vi ho sistemato un po’ stretti ma di là avevano prenotato da una settimana.» «Gastone non preoccuparti», rispose Livio dandogli un buffetto sulla pancia «e se accetti un consiglio d’amico cerca di perdere una trentina di chili o rischi un croccolone.» «Le statistiche rilevano», s’intromise il Bizza «che ogni dieci chili in soprappeso, le probabilità d’infarto aument…» «Gastone vi siete scordati della signorina?» disse Fabrizio sovrapponendosi alla voce di Arturo per impedirgli di aprire una conferenza sulle coronarie. «Ora chiedo al cameriere. Vincenzo, la signorina quando la servite?» «La capricciosa con doppia farcitura di prosciutto, ...