1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... salsiccia e funghetti, non era ancora cotta», rispose l’inserviente. Un paio di minuti e la serviamo. Silvia rimase di stucco. «Fabry», le chiese stupita «avevamo ordinato margherite per tutti. Perché mi portano una capricciosa con prosciutto e salsiccia?» «Una capricciosa?» disse lui assumendo l’espressione di chi cadeva dalle nuvole. «Sì la capricciosa!» «Il cameriere ha detto proprio così», confermò Arturo fissando l’amica con gli occhi sgranati per la sorpresa. In quell’istante un cameriere posò sotto gli occhi di Silvia un disco che emanava fragranza, sprigionata dall’abbondante porzione di prosciutto cotto e dai pezzetti di salsiccia semisommersi nella fusa mozzarella. Quelli che conoscevano le sue abitudini vegetariane rimasero esterrefatti. Sentendosi giudicata come una sorta di fedifraga, Silvia non sapeva come muoversi. Di fronte e lei Fabrizio faceva lo gnorri ma aveva un comportamento fin troppo serio perché lei non capisse l’antifona. Lo scherzo, però, era stato così ben congegnato che si sentiva bloccata in una bolla d’imbarazzo ma a farla scoppiare ci pensò il Bizza domandandole: «Silvia, accidenti che repentina inversione a U! L’amore ti ha fatto diventare carnivora?» Lo sguardo di Silvia divenne puntuto. Scalciò indietro la sedia per avere spazio nel movimento, sfilò una scarpa, si sporse sul tavolo per colpire Fabrizio che evitò di essere colpito abbassandosi fino a incastrarsi nello spazio tra il tavolo e il corpo d’Arturo, cosicché lei finì per colpire ...
    ... la fronte dell’innocente Bizza. Incollerita, tolse l’altra scarpa e aggirò il tavolo. Raggiunta la porta della saletta, Fabrizio avvertì la scarpa centrarlo sulla schiena. Tra due ali di clienti, che osservavano imbambolati, imboccò l’uscita e prese a correre a piedi nudi lungo il marciapiede con Silvia alle calcagna. Raggiunto da una grandinata di percosse, si fece scudo con le braccia. Infine fu costretto a bloccarla. «Fabrizio lasciami!» «Silvia, stai buona o finiremo per farci male.» Sei un grandissimo stronzo.» «Ti ho fatto uno scherzo ben architettato, ammettilo.» Cribbio non sei mica normale», rispose lei scotendo il capo. «Marcel Proust ha scritto che per rendere sopportabile la realtà siamo costretti a coltivare in noi qualche pazzia.» «Il tuo orto in cui coltivi follie è più grande di un aeroporto» gli rispose Silvia arrabbiata. “Pure quella d’amarti. Accidenti che scarpata hai appioppato sulla fronte del Bizza.» «Sarebbe colpa tua se lo avessi ferito», lo rimproverò lei. «Impossibile con una scarpa di gomma e tela. Arturo ha il capo più duro delle pigne verdi.» La mano con la quale Fabrizio le sfiorò il viso gli parve si elettrizzasse. Tornata nel ristorante Silvia si rincuorò nel vedere che soltanto alcune abrasioni superficiali segnavano la fronte del Bizza. Gli accarezzò il punto sul quale lo aveva colpito. «Scusami Arturo, avverto il cameriere che ti porti disinfettante e ghiaccio.» «Lascia andare Silvia non è necessario.» Il Bizza ammiccò a Fabrizio che stava ...
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