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Sole di Maggio
Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI
... Silvia e ti capisco. È una gran bella ragazza eh? Ma ormai Stefano ha serrato le porte a eventuali concorrenti e ha fatto bene perché lei non è soltanto bella ma anche intelligente e sensibile. Per dartene un’idea ti racconto un fatto: l’anno scorso, un paio di mesi dopo che si era iscritta al nostro circolo, un riccio le attraversò la strada giù per la discesa di Montelignano e non poté evitare di arrotarlo. Quanto le dispiacque! Mauro ti stai accaldando? Vuoi che apra la finestra?» «No Arturo lascia stare.» «Invece la voglio sboccare. Ormai siamo nella stagione giusta. Purtroppo, durante le riunioni invernali, bisognerebbe mettersi la maschera antigas.» Guardali? Stanno fumando come turchi e stasera ci si è messa pure Silvia. Capirai con quell’agitazione che si sentirà addosso.» «Gli ambientalisti non dovrebbero fumare», commentò Mauro, tanto per dire qualcosa. «Parole sagge le tue. Sapessi quante volte li ho redarguiti tentando di convincerli quanto sia assurdo battersi contro l’inquinamento, poi incarbonirsi i polmoni e coinvolgere col fumo passivo chi ha più sale in zucca di loro.» Arturo spalancò le braccia e reagì, com’era solito fare quando voleva imprimere forza penetrativa alle sue argomentazioni: «Nemmeno ci pensano ai danni cagioni dal fumo alla salute: bronchiti croniche, enfisemi, gastriti, tumori che sbucano da tutte le parti, malattie cardiovascolari, calo della libido…» Mauro incontrò gli occhi di Silvia mentre Arturo seguitava a elencargli la sequela ...
... infinita di malanni provocati dal fumo del tabacco. Gli comunicavano un’accorata richiesta di comprensione. «Il risultato che ho ottenuto», seguitò imperterrito Arturo «è stato quello di farmi la nomea del rompipalle, però devo ammettere che mi trovo bene con loro. Mi chiamano “Bizza” perché è un diminutivo di Bizzarri, il mio cognome.» «Arturo, scusami, la riunione quando comincia?» chiese Mauro. Lui richiamò l’attenzione di Fabrizio picchiettando l’indice della mano destra sull’orologio. «Vorremmo attendere Linda», rispose Fabrizio. «Prima di cena mi ha telefonato per confermare che sarebbe venuta col suo ragazzo.» «Quale?» domandò il Bizza sciorinando un sogghigno volpino. «Saranno fatti suoi», rispose Fabrizio con noncuranza. «Aspettiamo ancora qualche minuto, poi iniziamo.» Arturo fece segno d’assenso, poi disse rivolgendosi ancora all’ospite. «Sai Mauro? Fabrizio è un architetto in gamba e si è laureato pure in ingegneria. Nel suo settore c’è chi lo giudica con ostilità perché ha criticato alcuni faraonici progetti urbanistici e i metodi clientelari che nascondono. Lui se ne sbatte perché trova lavoro quanto ne vuole, ma è un burlone matricolato. L’anno scorso mi combinò uno scherzo tanto pesante che mia moglie non voleva tornassi al circolo. Non gli rivolsi la parola per un paio di mesi. Devo ammettere, però, che se lui e Livio non ci fossero, chiuderemmo bottega. Loro due sono stati tra i fondatori della FNEI e fanno parte dell’esecutivo federale nazionale.» Mauro cominciava ...