1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... a trascinare la sedia. «Bizza, la sedia», lo richiamò Franco. «Franco non rompere anche tu.» «Arturo non fare il noioso», intervenne Stefano. «Tutte le volte questa storia. Vai a spalancare la finestra.» «Stefano, sostienimi invece di tollerare questi morituri, compreso la tua ragazza», lo incalzò il Bizza corrugando la fronte. «Cercate di moderarvi col fumo», si raccomandò Livio. «Il Bizza ha ragione. Ora iniziamo.» Silvia, come lo facesse casualmente, accennò qualche mossa per sedersi accanto a Mauro ma finì per ritrovarsi tra Stefano e Arturo. Mauro dovette accomodarsi in seconda fila e Linda gli sedette accanto. Poiché la gonna della ragazza era salita, non riuscì a vincere la tentazione di sbirciarle le cosce. Accortasene, lei gli indirizzò un sorrisetto ammiccante e si ricompose la gonna, tirandosela verso le ginocchia per quel poco che l’indumento consentiva. Vedere Linda accanto a Mauro innervosì maggiormente Silvia. C’era poco da fidarsi di quel peperino. Sebbene avesse un animo tanto generoso da dividersi in quattro per aiutare un amico in difficoltà, non avrebbe rispettato parentele familiari se le fosse piaciuto il fidanzato di sua sorella. Ormai non c’era verso di stare accanto a Mauro finché fosse durata la riunione. E dopo? Stefano non l’avrebbe mollata un minuto. Accavallò nervosamente le gambe. «La riunione s’è resa necessaria per discutere sulle iniziative da prendere per impedire la costruzione della diga sul Rio Maestro», iniziò a spiegare Livio. ...
    ... L’irrequietezza di Silvia divenne agitazione quando Stefano gli cinse le spalle col braccio obbligandola ad accettare un contatto indesiderato. «Stefano, scostati, per favore», lo avvisò gentilmente. «Silvia che cosa ti prende?» rispose lui accentuando l’abbraccio. «Toglimi il braccio di dosso, cribbio!» reagì lei infastidita. Arturo li osservò inarcando la fronte in un modo così spigoloso da far somigliare le sue sopracciglia agli spioventi dei tetti di due casette gemelle. «Stefano, Silvia, prestate più attenzione», li riprese Livio battendo una mano sulla scrivania. «Stavo dicendo», ripeté «che abbiamo indetto la riunione per discutere le iniziative da prendere contro la costruzione della diga sul Rio Maestro e dobbiamo ringraziare il nostro nuovo amico Mauro Falaschi per averci informato.» Silvia notò Linda proferire qualcosa a Mauro e quando vide lui indirizzarle un cenno d’assenso occhieggiandole le gambe, si agitò come se sulla sua sedia fossero cresciute puntine da disegno. Nondimeno si sforzò di prestare attenzione a Livio. «Riteniamo che il progetto della diga sia ancora in fase preliminare. Queste nostre supposizioni sono avvalorate dal fatto che il tecnico incontrato da Mauro, il nostro nuovo amico pittore di Sanfabiano, gli abbia assicurato che aveva ancora tempo per dipingere altri scorci della valle.» «Capperi nel gruppo mancava un’artista!» esclamò Arturo. Mauro, per non recare disturbo al dibattito, avvicinò l’orecchio alle labbra di Linda che, sottovoce, voleva ...
«12...656667...268»