1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... lei ma è maestra nel fregare i fidanzati.» Lo fissò imbronciata. «E tu che le parlavi nell’orecchio.» «Volevo risponderle senza disturbare.» «Ti gongolavi quando si complimentava per le foto.» «Mi faceva piacere. Tutto qui.» «Le guardavi le gambe.» «È stato un atto istintivo.» «Ecco giustificati così.» «Silvia non essere sciocca. Linda è una mezza calzetta al tuo confronto.» «Anche Diana era più bella di Camilla, eppure Carlo…» Silvia lo fissò con cipiglio serrandogli le mani tra le sue, come per imprigionargliele e fargli ben intendere a chi appartenesse. Aveva le guance rigate di lucciconi quando Mauro tolse dal cassetto del cruscotto una busta con le loro foto scattate in Valcorniola. Preparativi per il sit-in L’indomani sera mancava soltanto Stefano nella sede della FNEI. Ai membri del direttivo si era aggiunto un gruppo di giovani che approntava tavoli con caprette e pannelli di paniforte. Silvia e Mauro si erano messi in disparte e, chini sull’impiantito, squadravano un foglio di cartone. Saputo da Arturo la causa dell’assenza del loro capo branco, ragazzi e ragazze tiravano di lungo quando passavano accanto a Silvia e tagliavano corto ogni qualvolta i suoi approcci rischiavano di trasformarsi in colloquio. Monica, Arturo e Franco avevano allestito un tavolo sull’angolo più lontano dai “due” e ora, rammaricati per la mancanza del loro pupillo, manifestavano freddezza anche a Mauro. Rivolgevano al “Sanfabianino” fuggevoli occhiate, parlottando, perché cogliesse ...
    ... l’atmosfera cordiale del loro affiatamento e percepisse la sensazione di sentirsi un intruso che aveva distrutto l’armonia di gruppo. Fabrizio che non voleva alimentare il senso di colpa in Silvia, la rasentava perché facesse un rigo storto, quindi si avvicinava a Mauro e lo spingeva col ginocchio per fargli perdere l’equilibrio. Mauro respirava piano come temesse di dare fastidio perfino col soffio delle narici. «Silva abbiamo combinato un bel casino», mormorò. «Oh insomma» reagì lei «comincio a non poterne più di questa storia.» «Che fossi andata a mangiare la pizza con Stefano non me lo avevi riferito.» «Ho pensato non fosse importante.» «Vi siete baciati sulla bocca. A me hai raccontato che nemmeno sulla guancia lo avevi fatto.» «È stato un bacio frettoloso che ho accettato senza quasi desiderarlo.» «Spiegami che significato abbia, “senza quasi”. Vorresti intendere che un po’…» «Ascolta Mauro, quel misero bacio sarebbe potuto divenire il primo di tanti altri, appassionati, perché avremmo sicuramente dato seguito a quel primo appuntamento, se non ti avessi conosciuto. Ti soddisfa questa spiegazione? Ora l’episodio è divenuto un fatto senza importanza.» Silvia notò un’espressione ancora incerta sul volto di Mauro. Si alzò per imprimere maggiore forza alle parole. «Averti raccontato quell’episodio, in Valcorniola, mi avrebbe messo a disagio. Capiscimi per favore.» «Silvia ti capisco. Ora torna giù.» «Nient’affatto! Avresti dovuto lasciar correre invece di rinfacciarmelo», reagì lei ...
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