1. Sole di Maggio


    Data: 19/11/2020, Categorie: Sentimentali Autore: CLAUDIO TOSCANI

    ... ispezionando una macchia dalla quale proveniva un forte odore di carogna, trovammo le carcasse di un pastore tedesco e di un dobermann. Il cane lupo aveva un fianco squarciato. Le lacerazioni erano così profonde che lasciavano scoperte le costole. Anche il dobermann aveva lacerazioni simili. Supponiamo che abbiano fatto combattere i due cani contro un animale più grosso e aggressivo come un grande felino o un orso legati a un palo per costringerli a lottare.» «Com’è possibile giungere a tanta crudeltà?» chiese Silvia a Dino. «Gli atti violenti continuati sopprimono la sensazione di ripulsa per la sofferenza, come una sorta di adattamento e le forti scommesse sull’animale vincitore rappresentano lo stimolo economico. Il combattimento tra animali», spiegò Dino «è diffusissimo nel mondo e appartiene a una cultura millenaria, per molti popoli. Questi usi non facevano più parte della nostra cultura ma tornano a diffondersi e i cani sono gli animali più adatti e facilmente reperibili. I proprietari li accudiscono quasi amorevolmente fino a qualche giorno dal combattimento. Poi li incattiviscono tenendoli in ambienti strettissimi senza alimentarli. Li costringono a trascinare pesi enormi per irrobustirli, li bastonano e li frustano per inferocirli…» «Basta, Dino!» esclamò Silvia, inorridita. «Spero che qualcuna di queste persone sia finita in galera», commentò Luigi Gori. Sul volto di Dino apparve un risolino scettico. «Che io sappia, no. Occorrerebbe cogliere quella gente sul ...
    ... fatto e filmarla per sperare in una sentenza severa.» «Della telefonata abbiamo informato i forestali», disse la Bartolini «ma non c’è parso volessero dare importanza alla cosa.» Per loro poteva trattarsi di una burla.» Stefano, che fino allora aveva conversato col barista, uscì dal locale, si approssimò a Mauro per chiedergli: «Potrei parlarti, in privato, se non ti spiace?» «Come preferisci.» Silvia, inquieta, li seguì con lo sguardo fino a che giunsero presso l’ingresso del vicino parco. Sopraffatta dall’apprensione, li raggiunse. «Dove andate?» «Silvia, per favore, torna a sedere. Facciamo soltanto quattro passi», la rassicurò Stefano. «Nemmeno uno ne fa, Mauro, senza di me», reagì lei con fermezza. «Mauro, avremo occasione di rivederci. Anzi, ti telefono.» Stefano si era appena voltato per tornare verso il bar quando Silvia gli sbarrò il passo. «Sono convinta che tu voglia parlargli della sottoscritta, perciò discutiamone subito, così risparmi la telefonata.» Stefano fece per allontanarsi ma lei lo bloccò afferrandogli un braccio. «Non pensare d’andar via così!» Lo guardò dritto negli occhi.«Vuoi raccontargli che con te ho fatto chissà che cosa per vendicarti?» «Silvia ma che stai dicendo?» «Mi hai già dato della troia che cosa dovrei aspettarmi?» «Non l’ho detto.» «Lo hai pensato. È la stessa cosa.» «Ti ho chiesto di scusarmi.» La discussione si era fatta tanto accesa che aveva attirato l’attenzione di tutti. Il Bizza ruotò la sedia di novanta gradi per meglio osservare la ...
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