-
Straodinario in ufficio
Data: 23/11/2020, Categorie: Etero Autore: Ombro
... al muro nella speranza che io non l�avessi sentita. Mi avvicino alla porta silenziosamente apro la porta e facendo finta di nulla le chiedo cosa ci facesse lì. Lei non dice nulla ma abbassa lo sguardo, allenta il primo bottone della camicetta. Questa è la prima volta che ho a che fare con una donna con più dieci anni di me, con una donna divorziata, in ufficio. Mi metto davanti a lei e la avvicino al muro, la terza abbondante è oramai a vista ed è trattenuta da un reggiseno color carne con un sottile pizzo nero. Non faccio fatica a slacciare l�apertura frontale ed eccole, sono due belle coppe piene, le afferro con forza e iniziano le danze. Mi sento in una posizione di vantaggio, per via del decennio di vantaggio e per il fatto che lei è innegabilmente eccitata, tiro la zip laterale della gonna che cade a terra, faccio un passo indietro e ammiro il suo corpo, abbronzato e scolpito in palestra per combattere i segni dell�invecchiamento. Si inginocchia sulla gonna, lascia cadere un filo di sputo sulle sue tette e inizia a massaggiarsi, io mi abbasso i pantaloni e appoggio il mio cazzo in quel paradiso di mammelle. Antonia ha una certa esperienza, lo si capisce subito, in meno di 5 minuti mi ha rivoltato come un calzino, tra le sue tette calde sento le vene del mio pene che pulsano e che chiedono di più. Lei si alza e appoggia le mani al lavandino, il suo sedere da daino è la conclusione di una schiena muscolosa e ben tornita. Le tolgo i collant, lentamente inizio a baciare le ...
... sue gambe soffermandomi sull�interno coscia, salendo lentamente, noto che una delle mani si è spostata sopra la mutanda e sta massaggiano il mio prossimo obbiettivo. Salgo di qualche centimetro abbasso i suoi slip con i denti, facendo volutamente passare il mio naso su suo sedere. E� tutta bagnata, per il resto del tragitto accompagno le mutande con la mano, non ha tolto i tacchi, e sebbene non mi possa definire un amante del genere approvo. Pronta e vogliosa ho intenzione di farla patire, appoggio il cazzo alla sua figa, senza entrare inizio a strusciarla fino a quando lei non stacca una mano dal lavandino e cerca di prendermi. Io mi allontano un po� e la sollevo un poco dai fianchi per farle rimettere entrambe le mani sul lavandino. Incrocio i suoi occhi verdi nello specchio, la mossa l�ha un po� spiazzata. Inizio a massaggiarle il clitoride con dolcezza, il triangolo di pelo sopra l�apertura mi da una piacevole sensazione al tatto. �smettila� mi dice �non farmi aspettare�, inclino il busto per aver presa sul suo seno e la penetro. Dopo qualche minuto, inizio ad accellerare, la rimetto a 90� la prendo per i fianchi, sempre con più foga, a lei piace e inizia a smuovere il suo corpo a ritmo con il mio . Dopo poco lei viene rompendo il silenzio di quell�ufficio deserto. Se qualcuno fosse entrato in quel momento dall�altro capo del fabbricato non avrebbe potuto non sentirlo. Quando lei si gira non è più la mia collega è un bestia assetata che vuole ancora piacere. Si gira e mi ...