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Straodinario in ufficio
Data: 23/11/2020, Categorie: Etero Autore: Ombro
... spinge verso il muro. Mi spompina con foga e con giochi di lingua che le mie coetanee devono ancora imparare, mi salta in groppa mi giro e la appoggio al muro, cerco di metterti in una posizione comoda per entrambe ma nel gioco mi ritrovo con i suoi polpacci ad altezza orecchie, attentando alla mia schiena la appoggio al pavimento ma lei mi chiede di spostarci in qualche ufficio perché il pavimento del bagno non le sembra il massimo. Raccogliamo i vestisti e andiamo nudi per gli uffici fino alla sala riunioni, accendiamo un paio di luci dei leggii e la corico sul bordo del tavolo. Non credo che per lei sia la prima volta su questo tavolo. Si succhia tre dita e si massaggia in mia attesa. La sua figa è un morbido e umido covo accogliente e mentre la scopo le unghie dipinte stanno segnando la mia schiena con graffi; con una donna del genere non ci sono inibizioni. La rimetto a novanta, e inizio a leccare tutta la pelle che c�è a disposizione, poi inizio a solleticarle il buco del culo con la lingua, sento le sue gambe tremare e un nuovo filo di umore fa la spola dalla sua vagina e inizia a colarle tra le gambe. Mi rialzo, con una certa circospezione mi appoggio al buco appena lubrificato, la mia punta è ancora bagnata del suo piacere, la penetro, entro ...
... senza troppi problemi tra un mugugnio di piacere e l�altro e dopo qualche colpo inizio a battere contro il suo corpo, non duro molto ma sembra le sia piaciuto parecchio, quando inarca la schiena capisco che è il momento di uscire, ancora piegata resto a guardare il suo bel culo che sta restituendo parte del mio seme. Antonia è stanca , scende dalla scrivania e si siede in fronte a me, mi afferra dal picio come per un guinzaglio ed inizia a succhiare e a massaggiarmi le palle, in un attimo quello che sembrava un corpo floscio ha ripreso ad essere rigido e operativo, accompagno il movimento della sua testa con il bacino, e appoggio una mano sulla sua testa, poi l�altra, quando capisce che sto per venire lei scende fino al fondo, sento il suo volto su di me e le mie mani che la stanno stringendo con forza, vengo, mentre lei solletica la base del mio pene con i denti. Senza staccarsi un secondo da me, risucchia il mio piacere come fossi una cannuccia, con un ultima lunga succhiata il mio cazzo è come nuovo, mi siedo accanto a lei stremato. Ci rivestiamo e raccogliamo le nostre cose, usciamo assieme dall�ufficio. Il giorno successivo non era cambiato nulla nel nostro rapporto lavorativo se non il fatto che non vedrò mai più quella sala riunioni come prima.