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Giulia - Racconto completo
Data: 23/11/2020, Categorie: Etero Autore: Quorthon
... un cretino. Ancora emozionato per quel fugace contatto non faceva altro che ripetere “certo certo” come una macchinetta, mentre lo sguardo vagava verso il basso, verso quel seno valorizzato da una semplice camicetta bianca a scollo basso, la fessura tra i seni quasi scolpita nel candore della sua pelle, i capezzoli leggermente inturgiditi dall’aria condizionata contro il tessuto…“Ehi…comunque sono qui eh” disse lei abbassandosi per guardarlo negli occhi e sorridendo.“Oddio scusa…è che mi sembrava avessi una macchia sulla camicetta ! No scusa tutto ok !”Fantastico, beccato a sbirciare come un moccioso pensò lui. Lei rise, gli sfiorò nuovamente il braccio e gli disse “Ma sì sto scherzando, ti prendevo in giro ! Ok allora ci vediamo domani, ciao ciao !”“Ciao…”Lei si voltò ancora a salutarlo con la mano e risalì le scale, lui la osservò camminare quei gradini memorizzando e gustando ogni movimento del suo fondoschiena, immaginandola nuda e bella e perfetta come una dea, mentre il pene duro e pulsante come argento vivo si ergeva pur costretto dai pantaloni…chissà se lei si era accorta della sua erezione ? Ma figuriamoci, pensò lui, lei mica mi sbircia come qualche scemo di mia conoscenza ! Attese qualche secondo alle macchinette ma la durezza nelle ...
... mutande sembrava non voler passare, nell’aria c’era ancora il profumo di lei…sospirò e fece l’unica cosa in suo potere.Entrò in bagno, si slacciò i pantaloni e abbassò le mutande. Il pene svettò fuori come una molla, duro e pronto alla penetrazione, il glande già scoperto e leggermente lucido. Lo impugnò, pensando che fosse la mano di lei a farlo, e iniziò a masturbarsi lentamente, immaginando di muoversi in lei, di essere completamente immerso nel suo corpo…venne quasi subito, tremando leggermente ed eiaculando lunghi spessi getti di sperma, densi come crema che si sparsero sul muro davanti a lui; venne svuotandosi completamente, il pene ancora duro e turgido come prima che continuava ad eruttare tutto il suo piacere, chiuse gli occhi e immaginò di venire su di lei, di cospargere la sua pelle di sperma, di raggiungere ogni punto del suo meraviglioso corpo con il suo seme. Si pulì e ripulì con calma, il pene ancora a mezz’asta come se fosse quasi impossibile per lui tornare al suo stato di riposo. In quei 4 anni si era masturbato centinaia di volte pensando a lei, ma mai in quel modo, mai con quella intensità quasi dolorosa.Calmò il suo respiro ed uscì per tornare al lavoro, la testa (e i testicoli, pensò con un mezzo sorriso) finalmente svuotata.