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Il club degli amici - (cap. ii di xvi)
Data: 24/11/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: suntopless
... riuscire a frequentare regolarmente gli incontri che si sarebbero organizzati in futuro! Riuscii addirittura a prendere i contatti con una agenzia per affittare una bella villetta, mica tanto piccola poi, poco fuori città quale sede del club. Feci un piccolo preventivo delle spese di gestione: affitto, arredamenti, gestione del sito, almeno una collaboratrice per le serate degli incontri nonché per le pulizie, per i materiali vari di consumo etc. Scambiammo via e-mail tutte le informazioni possibili, accogliendo anche diversi suggerimenti che ci giungevano dagli aspiranti soci, e quando ci ritenemmo pronti per partire cominciai personalmente con l’avvio dell’operazione. Affittai la villa, procurai con l’aiuto di Yoko i diversi arredamenti e sempre con il suo aiuto riuscii anche a trovare una persona di fiducia, Maria, alla quale affidare l’incarico della gestione materiale del club. Lei sarebbe stata incaricata delle pulizie nei giorni di chiusura del club, ma soprattutto nei giorni degli incontri sarebbe stata incaricata di aprire i cancelli della villa solo e soltanto ai soci che si sarebbero fatti riconoscere mediante una parola d’ordine diversa per ciascuna coppia associata. Maria era una donna di una cinquantina d’anni un po’ bassa, un po’ in carne, con due tette enormi, sembrava avere una quinta di seno, evidentemente poco curata, ma che in passato probabilmente era stata una donna piacente. Sposata con un ometto grassoccio di qualche anno più grande di lei, ...
... aveva anche due figli ormai quasi adulti. L’approccio, con mia grande sorpresa, fu tutta opera di Yoko che la contattò, la incontrò, le spiegò chiaramente senza nulla omettere (che faccia tosta!) i fini del club ed infine le offrì quel posto di lavoro. Maria, anche se sembrava una donna tutta d’un pezzo, magari un po’ all’antica, anche se un po’ sorpresa dapprima dalla strana finalità del club ma soprattutto dal fatto che una proposta del genere gliela stava facendo proprio Yoko, una donna che conosceva da anni e della quale non sospettava minimante questa seconda vita (che ancora doveva cominciare per la verità), quasi senza nessuna resistenza accettò il suo nuovo incarico. Cominciai quindi le convocazioni. Convocai ogni coppia di aspiranti soci, una per volta, facendo presente che sarebbero state ammesse solo e soltanto le coppie regolarmente sposate. In questo momento ebbi qualche sorpresa: qualche uomo si presentò da solo, qualche altro con l’amante, qualcuno addirittura neanche si presentò. Ma misi tutto in chiaro e subito! Ogni volta ponevo davanti alla coppia il regolamento, lo leggevamo insieme, lo commentavamo, lo spiegavo nei minimi dettagli. Soprattutto mi soffermai sul fatto che si sarebbe trattato di un club dove sarebbero stati assolutamente esclusi i mercenari, dove per potersi associare occorreva presentare a me un regolare certificato di matrimonio unitamente ad una copia dei documenti personali nonché un certificato medico per ciascun componente la ...