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Chat bollente (capitolo 2)
Data: 02/12/2020, Categorie: Etero Autore: modelman
... altrimenti ti sentirei sempre a metà" Altri interminabili secondi di attesa... "Ok, d'accordo, in fondo ho accettato di essere tua proprietà e VOGLIO obbedirti in tutto. Dimmi quando e dove, a patto però, che mi dici pure a che ora mi lascerai tornare a casa, così da trovare una scusa credibile con mio marito". "Stasera (penso che è meglio non far passare troppo tempo), ore 20.00 al bar che sta alla piazza centrale di ***** (conosco la zona in quanto i miei nonni vivevano proprio nella zona dove abita Arianna) così non è proprio il tuo paese, ma non devi fare tanta strada per arrivarci e c'è meno rischio che ti riconoscano. Ti riaccompagnerò alla tua auto alle 23.00. Io sarò vestito con una maglia scura dell'Adidas e un jeans, niente di troppo appariscente. Ho una mercedes classe B color argento (anche questo particolare è normalissimo, così non daremo nell'occhio)" "Va bene, io avrò un vestitino bianco molto fresco, scarpe basse, ma niente di che...starò vicino alla tua macchina appena la vedrò....PADRONE" Una volta accordato il tutto stacco la chat con un ciao velocissimo e senza aspettare risposta. La sera mi presento alla piazza concordata, ma solo li mi rendo conto che mi sono presentato con un quarto d'ora d'anticipo (si vede che sono alle prime armi in queste cose...), poco importa...parcheggio scendo dalla macchina e appoggiandomi al cofano faccio finta di giochicchiare con il telefono. Pochi secondi d'attesa e vedo una donna vestita di ...
... bianco avvicinarsi alle mie spalle e gironzolare intorno alla macchina guardandosi intorno. Era un misto tra una donna spaesata e una che cerca qualcosa (o cerca semplicemente di capire se qualcuno la conosce). E' lei sicuramente, la descrizione è perfetta....devo meravigliarla....apro il mio sportello e lo lascio aperto, giro intorno alla macchina e arrivo alle sue spalle. Apro lo sportello del passeggero e all'improvviso la spingo dentro (facendo attenzione che nessuno guardi la scena). Chiudo tutto e parto di scatto chiudendo le sicure. Lei, con mia meraviglia, comincia a gridare e a dimenarsi. Io penso che è tutta scena per far sembrare reale la "cattura" della mia preda. Quindi non mi curo della cosa e tiro diritto nonostante le grida sempre più assordanti e i colpi che ricevo al braccio. Appena usciti dal paese per farla tacere sono costretto a fermarmi al bordo della strada, tapparle la bocca con la mano, e, con fare duro, dirle diritto all'orecchio: "Senti schiava del cazzo, ora siamo soli quindi è inutile che gridi e lotti. Sei mia. E non farmi arrabbiare, non hai capito che non è un gioco? Devi fare esattamente quello che ti dirò. Fino alle 23.00 sei totalmente mia. Non provare più a gridare o reagire altrimenti ti lascio in mezzo alla campagna e dovrai giustificare a tuo marito il perché una mogliettina tanto devota è finita tra le campagne dove battono le prostitute ok????" Mollo un po' la presa e finalmente il silenzio. Riprendo la marcia fino ad ...