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"dopo la prima volta" brano tratto dalla mia opera prima "il taglio del diamante"
Data: 04/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: pinkoepallina
... due o tre anni prima, bensì chi fossi e come mi sentissi rispetto a sole ventiquattro ore prima. Riflettevo: “E’ giusto scoprire e seguire la propria natura sessuale ed andare contro le convenzioni, fregandosene della cosiddetta morale? Che donna ero ieri? Che donna sono, oggi? Cosa sono diventata?” Per tornare di nuovo serena dovevo dare a tutti i costi una risposta chiara agli interrogativi che mi stavo ponendo. Non era accaduto, o meglio, non ‘ci eravamo fatti accadere’, un episodio di poco conto. Dovevo soprattutto capire quello che stava succedendo nella testa del mio compagno, se stesse cambiando idea su di me. Scandagliavo così la mente per comprendere se, nel contempo, la stessi cambiando io su di lui. Mi sembrava proprio di no. In fondo, conoscendo i miei pensieri, seppure ingarbugliati, non la reputavo una situazione inestricabile, pur riconoscendone la gravità. Va bene, ma lui? Bene o male, sempre di maschio latino si trattava. Il fatto di non avere prole in comune mi sembrava un vantaggio, per quanto donna e per quanto emancipata. Questo particolare evitava almeno la domanda che avrebbe potuto porsi riguardo alla ‘madre dei miei figli’, alla quale aveva fatto esplicito riferimento Federica. Ad un certo punto Paolo si alzò e, prima che la piccola moka da due tazze finisse di far uscire tutto il caffè, lo raggiunsi in cucina, dicendogli: “Amore, dovremmo confrontarci, non credi?” “Prima abbracciamoci, perché capisco come ti senti. Più ...
... o meno come mi sto sentendo io, penso”. Così facemmo. Mi attaccai a lui quasi disperatamente, stringendolo forte. Cominciò a parlare: “Un confronto… sì, ne sento un gran bisogno anche io. Ho volutamente aspettato perché a freddo si ragiona con più lucidità. Inoltre adesso siamo nel nostro nido ed abbiamo tutto il tempo che vogliamo, senza interruzioni da parte di nessuno”. A quel gesto, a quelle parole e così stretta a lui, mi sentivo già meglio. Mi pervase un senso di tenerezza tale da farmi spuntare dagli occhi due lucciconi. “Non mi pensi una mignottona mezza lesbica?” pronunciai portando appena in fuori le labbra. Mi guardò perplesso, poi si staccò per andare a riempire le tazzine, dicendomi: “Giulia, tesoro, di chi mi sono innamorato io? Lo ricordi il nostro primo incontro, vero? Credo sia arrivato il momento di fare il punto della situazione, voglio ricordarti un po’ di cose. Siedi e bevi il tuo caffè. Ecco, te l’ho già zuccherato”. Obbedii. Lui rimase in piedi, prese a camminare su e giù per la cucina senza guardarmi, come se si apprestasse a parlare a sé stesso o ad una platea, più che a me. Qualche secondo di pausa, come se stesse ordinando le idee ed iniziò il suo discorso. “Doveva essere una normale giornata di lavoro, ed invece quella mattina mi cambiò la vita. Entrando in un negozio rimasi inesorabilmente folgorato da una donna di straordinaria bellezza che mi rapì non appena alzai lo sguardo. Mi apparve come la visione di Miss Universo, e ...