-
"dopo la prima volta" brano tratto dalla mia opera prima "il taglio del diamante"
Data: 04/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: pinkoepallina
... dire che non la conoscevo ancora nel suo completo splendore! Avrei scoperto nel tempo i suoi lati più belli, soprattutto della personalità. Mi sono innamorato di lei frequentandola, avendo così modo di apprezzarne i comportamenti durante le ore passate insieme, quando le mie visite da bimestrali divennero mensili, poi settimanali, poi quasi giornaliere. No davvero perché lo richiedesse il lavoro, ma per il piacere che mi dava starle accanto, a volte intere mattinate o interi pomeriggi. Ci misi un po’, ma alla fine mi prese completamente. Ormai appartenevo a lei. A quella donna che aveva costantemente da parte un dolcetto per i bambini e che li coccolava tutti con un trasporto sincero, mai finalizzato a vendere qualcosa ai genitori. Accortezza peraltro comprensibile e lecita, per una negoziante. A quella donna che accarezzava cani e gatti randagi che entravano in negozio e che serbava sempre una moneta per chi gliela chiedeva. A quella donna che trattava con sensibilità e gentilezza tutti, anche le persone più anziane che entravano a comprare un paio di ciabatte da dieci euro. Quelle che le facevano smontare il negozio e poi magari se ne andavano senza aver acquistato nulla, con un frettoloso: ‘Grazie, ma sono care, devo farci un pensierino’”. Io ero immobile, lui tirò il fiato solo un attimo: “Non partirono mai frasi irriguardose nei loro confronti, una volta uscite. Un piccolo sfogo di insofferenza sarebbe stato recepito per quello che era al momento e ...
... non per una mancanza di rispetto verso le persone o, peggio, verso la vecchiaia o la povertà. Non servirono nemmeno interpretazioni benevole: sempre parole senza acrimonia che dimostravano tanta dolcezza ed altrettanta comprensione per la loro condizione economica di pensionati, per i loro disagi, per la loro possibile solitudine”. A quel punto rivolse lo sguardo verso di me, affermando con tono quasi solenne: “E non sono particolari trascurabili, credimi”. Lo ammiravo rapita. Oltre a rassicurarmi, quel suo modo di esporre me lo faceva apparire come un avvocato che, innamoratosi della sua assistita, stesse arringando una giuria per farla assolvere da chissà quale reato, mettendoci tutta la professionalità, la passione e l’amore di cui era capace. Passeggiando e tornando a fissare il vuoto, riattaccò: “Mi sono innamorato di una donna dallo sguardo triste che mi raccontava di una situazione sentimentale deprimente, di un amore finito, di un marito che con molta nobiltà d’animo definiva non cattivo, ma egoista, fedifrago ed incapace di trasmetterle felicità. La stessa donna che era lampante avesse dentro sé infiniti pregi e tanto amore da dare… e che adesso sono orgoglioso lo stia donando a me. Tornò a guardarmi negli occhi: “Ti sembra che un semplice gioco erotico possa inficiare la maestosità di tutto questo? Certo, anche per me è stato piacevolissimo al momento ed altrettanto traumatico dopo, lo ammetto, ma niente, assolutamente niente, in confronto a ciò che conta ...