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L'allenatore e la mamma del giovane campione
Data: 07/12/2020, Categorie: Etero Autore: TravelToYourMind
Dopo aver passato i primi 35 anni della mia vita, a correre sui campi di calcio, vestendo gloriose magliette di gloriosi clubs, mi ritrovai “nel mezzo del cammin di nostra vita” a dover scegliere il mio futuro professionale, e siccome la “dritta via non aveo smarrito” decisi di restare nel mondo del calcio iniziando a fare l’allenatore di squadre giovanili. Ciò mi avrebbe consentito di mantenermi in forma fisicamente e mentalmente, e rivedermi rappresentato dai ragazzini che allenavo mi faceva tornare indietro nel tempo quando anche io sognavo di diventare quello che poi sono riuscito a diventare. Le giornate passavano spensierate, ero riuscito a plasmare il gruppo a mia immagine e somiglianza, sul campo i ragazzi riuscivano a dare tutto ciò che era nelle loro possibilità, e nel caso si usciva sconfitti erano pronti a dare la mano ai rivali che in quella partita si erano dimostrati più forti. Arrivati alla fine del girone di andata, gia si iniziavano ad intravedere le potenzialità dei ragazzi, ce ne erano alcuni davvero bravi per la loro età, ed infatti se ne erano iniziati ad accorgere anche gli osservatori delle squadre più prestigiose del panorama calcistico nazionale, fu così che un giorno alla fine di una partita fui avvicinato da un emissario della squadra neroazzurra. “Buongiorno, sono Lucio Donatelli osservatore per il sud Italia della squadra neroazzurra, se le fa piacere gradirei prendere un caffè con lei” “Perchè no? Mi dia il tempo di fare una ...
... doccia” risposi intuendo gia il motivo della sua uscita, feci la doccia, salutai i ragazzi e raggiunto l’osservatore, ci incamminammo verso il bar adiacente lo stadio. “Guardi sarò breve e diretto” attaccò il signor Donatelli, girando il caffè fumante, appena servito, “Meglio mi piacciono le persone dirette” aggiunsi io mentre da buon atleta sorseggiavo il succo di frutta appena stappato, “Sono venuto qui perchè abbiamo avuto delle ottime referenze sul numero 9 della sua squadra, e vorremmo invitarlo a Milano per un provino tecnico”. “Mi dia il tempo di parlare con la sua famiglia” risposi contento del primo successo da ex-calciatore, “Faccia con comodo, questo è il mio biglietto da visita, mi contatti appena ha delle novità” replicò il signor Donatelli, salutandomi. Il giorno dopo arrivai al campo di allenamento 10 minuti prima del solito, per attendere il ragazzo e per parlare con chi lo avesse accompagnato, quindi rimasi sul portone di ingresso, ed ad uno ad uno salutai i ragazzi invitandoli a cambiarsi e ad aspettarmi, finalmente arrivò Marco, il numero 9, era accompagnato dalla mamma, una splendida 40enne alla moda, alta, con capelli neri ed occhi chiari. “Ciao Marco, chi è questa bella signora che ti ha accompagnato?” “Sono la mamma” rispose lei anticipando il figlio e ringraziandomi per il complimento visibilmente apprezzato, “Piacere, il mio nome è Nicola, sono l’allenatore di Marco, e cercavo giusto qualcuno della famiglia per una importante comunicazione” “Il ...