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L'allenatore e la mamma del giovane campione
Data: 07/12/2020, Categorie: Etero Autore: TravelToYourMind
... piacere è tutto mio, il mio nome è Federica, ma mi dica cosa è successo di tanto importante? È grave?”. “No no niente di grave anzi, sono stato contattato da un osservatore della squadra neroazzurra che vorrebbe invitare Marco a Milano per un provino tecnico” “Guardi ora non ho molto tempo, devo andare al lavoro, perchè non viene a trovarmi a casa domani mattina, le offro un caffe e parliamo più dettagliatamente di questa novità” replicò con un sorrisetto malizioso, “Va bene dopo accompagno Marco a casa così mi faccio spiegare pure dove abita” aggiunsi salutandola. Finito l’allenamento, tornai a casa, dove da scapolo vivevo da solo, e pensai all’incontro che avevo avuto con la mamma di Marco, mai avrei pensato che allenando campioncini in erba, avrei ricevuto anche il piacere di incontrare delle belle donne, mamme dei miei allievi. La squadra che mi era stata affidata era in effetti composta da ragazzi tra i 10 ed i 12 anni, per cui mediamente le mamme erano nella fascia 35/45 quella alla base di tante fantasie sessuali, per la convinzione che “mature is better” perchè l’avvenenza fisica è spesso accompagnata da tanta esperienza “pratica”. Federica, mi aveva colpito per la sua bellezza fisica, non lo nego, eccitando i miei pensieri, ma cercando di restare tranquillo mi misi a letto, aspettando il mattino seguente. Suonata la sveglia, feci la doccia, mi improfumai e misi il vestito delle feste, ci tenevo a fare bella figura, pur nel rispetto di Marco e della sua ...
... famiglia. Da calciatore ero stato sempre uno impulsivo, uno in grado di fare goal incredibili e di sbagliarne altri ancora più incredibili, diciamo che l’estro e la fantasia non mi erano mai mancate, e così l’estro mi suggerì di passare prima dal fioraio per prendere un bel fascio di rose da portare a Federica come gesto di galanteria. Arrivato davanti al portone, citofonai “Chi è?” rispose Federica, “Sono Nicola” aggiunsi io, “Salga al quarto piano” e mi apri il portone. Il palazzo era molto ben tenuto, sull’uscio di casa era scritto “Arch. Noschese” il che mi spiazzò non poco perchè il cognome di Marco era Coletti ed infatti rimasi qualche secondo sul pianerottolo, finchè non si aprì la porta e comparve Federica. Bella, alta, finemente vestita o svestita a seconda dei punti di vista, catturò il mio sguardo ed i miei pensieri, “Pensavo di aver sbagliato piano” interruppi il silenzio imbarazzante ed imbarazzato, “Perchè?” rispose Federica, “Ho letto Arch. Noschese, ma ricordavo che Marco fa Coletti di cognome” “Entri, poi le spiego” e chiuse la porta. Le consegnai il mazzo di fiori, ricevendo in cambio un sorriso di gratitudine e ci accomodammo sul divano, e mi offri da bere, solitamente non bevevo alcolici, ma accettai un bicchierino di liquore accompagnato da cioccolatini e finissima pasticceria, “Mi permetto di darle del tu perchè potrebbe essere una mia coetanea” esordii cercando di celare dietro la galanteria il complimento “Non siamo coetanei, ma anche io ...