-
L'allenatore e la mamma del giovane campione
Data: 07/12/2020, Categorie: Etero Autore: TravelToYourMind
... preferisco darti del tu” rispose con un sorriso Federica. “Forse non lo siamo, ma i suoi anni se li porta davvero molto bene” continuai nel mio attacco, “Grazie, mi fai diventare rosso, non sono più abituata a ricevere complimenti, o quanto meno se li ricevo non riesco ad ascoltarli” ribattè compiaciuta, “Strano, eppure non è facile trovare una donna così bella, elegante e sensuale in un mondo in cui la volgarità si spreca”, “Sai la mia vita non è stata facile, ma parliamo di Marco” concluse per togliersi dal piacevole imbarazzo. Forse ero stato troppo audace nel portare subito il discorso su altri binari, del resto era solo la prima volta che parlavo con Federica, forse dietro quel sorriso così dolce ci doveva essere una vita meno mielosa, fatto sta che felice del gradimento ricevuto alle mie avances, introdussi l’argomento Marco: “Guarda Federica, l’altro giorno è venuto un osservatore della squadra neroazzurra al campo, a chidermi informazioni su Marco, perchè vorrebbero invitarlo a Milano per un provino tecnico” . “Lo sapevo” esclamò con un sorriso amaro “Marco è tutta la mia vita e Milano non è dietro l’angolo, io gia mi sento troppo sola, senza di lui non riuscirei più a sorridere” continuò, aggiungendo un pezzo di puzzle ai dubbi che avevo maturato in me sulla sua vita meno mielosa, per trovare conferma ai miei dubbi in modo forse troppo sadico replicai “Ma potresti con tuo marito trasferirvi a Milano e seguirlo, tu sei un architetto e guardando la tua casa ...
... devi essere anche abbastanza brava, a Milano potresti trovare anche la tua svolta professionale, comunque non fasciarti la testa prima del tempo, anche perchè è un semplice provino nulla più per il momento”. “Passi per il semplice provino, ma secondo te perchè sulla porta c’è scritto Arch. Noschese e non Fam.Coletti?” la risposta, o meglio la speranza di quel perchè ce l’avevo da quando ero arrivato sull’uscio della porta, però da ipocrita pur senza malizia replicai “Forse perchè è il tuo studio professionale” “Questa è casa mia, quella che mi sono comprata con il sudore della mia fronte, quella in cui da ragazza madre, ho cercato di crescere con tanto amore Marco, perchè sai quando a 30 anni dopo aver passato una vita sui libri ti ritrovi sedotta ed abbandonata o ti lasci andare a te stessa oppure lotti con il coltello tra i denti, io ho preferito lottare”, Vedendola così scossa, mi avvicinai e replicai “Hai fatto bene, sei una grande donna, anche io seppur in modo più leggero ho lottato tutta la vita sui campi di calcio” accarezzandole la mano, la sentivo vibrare, era una donna molto sensibile, e seppur in pubblico non lo avevo mai mostrato anche io lo ero, ed infatti quando incrociammo i nostri sguardi, ci ritrovammo con gli occhi lucidi. Lei mi strinse la mano ed aggiunse “Nicola, io ho bisogno di molto affetto, fino ad ora ho incontrato solo bastardi nella mia vita che hanno approfittato della mia sensibilità, ma io mi sento una donna che ha ancora molto da dare e ...