1. Elisabetta


    Data: 08/12/2020, Categorie: Etero Autore: skizzoinfoiato

    Elisabetta è una donna cinquantenne, madre di Fedele, il mio migliore amico, ci conosciamo fin... fin da quando ho memoria di avere un amico, da sempre, e di sua sorella Francesca più piccola di quattro anni.
    
    Elisabetta era amica di mia madre fin dal liceo e si faceva chiamare col suo diminutivo, Betty.
    
    Era una donna molto bella, capelli rossi, o meglio, un arancio scuro naturali, un viso leggermente tondeggiante, una quarta di seno, un pò di pancetta ma non dava particolarmente fastidio essendo alta quasi 1,80!.
    
    due gambe molto lunghe e un sedere notevole.
    
    Mia madre era mora ma di fisico le assomigliava molto anche se meno prosperosa.
    
    Sapevo da Fedele dei problemi di coppia dei genitori in procinto di divorziare e già separati da qualche anno, tante volte ho ripensato a questo episodio e ancor oggi ho dei dubbi se fosse stata in qualche modo premeditato quanto accaduto.
    
    Scusate non mi sono presentato mi chiamo Carlo il nome è di fantasia per non esser riconoscibile da qualcuno, sono un ragazzo robusto gioco a rugby, ho spalle larghe un fisico muscoloso, ma proporzionato, non posso lamentarmi avendo già all'attivo presenze nelle selezioni nazionali a livello giovanile.
    
    Era un lunedì quando andai a casa si Fedele, era l'anno della maturità e ci stavamo preparando ad una verifica, nonostante l'appuntamento non lo trovai in casa.
    
    "Buon giorno Carlo, Fedele mi ha detto che dovevi passare, mi dispiace ma ho dovuto mandarlo a fare delle commissioni urgenti ...
    ... dopo l'allenamento quindi tornerà fra un paio d'ore!"
    
    "come un paio d'ore , perché non mi ha avvisato?", controllai immediatamente il telefonino, mi arrabbiai fra me e me, c'erano gli sms dove mi informava dello spostamento degli allenamenti sia delle incombenze di cui si doveva occupare.
    
    "Non è una tragedia, fermati qua a studiare mentre lo aspetti, mentre poggi le tue cose ti va di bere una tazza di the con me?", disse andando verso la cucina.
    
    Stavo andando a posare lo zaino in camera, mi voltai d'istinto apprezzando molto quel sedere fasciato da quella gonna che arrivava a metà coscia.
    
    "grazie molto volentieri".
    
    Tornai in cucina ma Betty mi disse che avremo sorseggiato il thè in sala da pranzo, e ci spostammo.
    
    Mi sedetti su una poltrona del divano, mi stavo ancora sistemando che urtai involontariamente Betty mentre mi stava porgendo la tazza , il risultato fu quello di rovesciarne il contenuto sulla camicia bianca che indossavo e sui pantaloni.
    
    "ahhh! cazzo brucia!"
    
    "oddio! scusa non capisco che è successo! aspetto ti asciugo!"
    
    "ti ho urtato io" risposi mentre lei stava prendendo dei tovagliolini dietro di se. nel piegarsi la gonna salì e la visione della forma delle sue natiche iniziò a farmi pompare sangue al cervello. In quegli attimi mille pensieri sconci e depravati si accavallarono.
    
    "siediti, faccio io"
    
    Betty cominciò ad asciugarmi tamponando la camicia.
    
    "non posso rimandarti a casa conciato così, dai togliamo tutto che metto in ...
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