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Anniversario di matrimonio
Data: 18/12/2020, Categorie: Etero Autore: Wandering
Ci trovavamo da qualche giorno nello splendore della Val D’Orcia per il nostro decimo anniversario di matrimonio. Una pausa per rinfrescare le nostre promesse. Io e mio marito Andrea abbiamo sempre avuto un rapporto intenso che forse con gli anni a perso il furore ma con la conoscenza ha guadagnato in qualità e soprattutto non esiste più la fretta. I nostri rapporti sono carichi di ascolto delle sensazioni sia le proprie che quelle del partner. Quella mattina trascorse così, nel letto ad accarezzarci, baciarci succhiarci e scopare senza fretta. Poi una doccia e si decise di fare una passeggiata in mezzo alle colline. Pronti a partire squillò il telefono di Andrea. È un suo collega che aveva bisogno di una consulenza e Andrea mi disse di avviarmi che se la caverà in poco. Io, conoscendo la sua camminata e la fatica a stare allo stesso passo, mi avviai di buon grado. La strada che da Bagno Vignoni conduce alla Rocca attraverso campi, uliveti e vigne serpeggia in salita. I profumi dell’autunno e della terra smossa erano inebrianti. Salendo ripensai alla mattinata passata, al buon tempo che ci eravamo presi alle piccole porcherie che ci eravamo detti e alle confidenze sui nostri fantasmi. Andrea mi aveva ripetuto una sua fantasia che in questi momenti a volte mi affida: Io che mi presento con una mia cara amica e lentamente la spoglio davanti a lui per poi baciarla e toccarla dappertutto fino a buttare la mia testa in mezzo alle sue cosce. A quel punto lui ...
... imbufalito mi solleva la gonna mi strappa letteralmente la mutanda e mi fotte alla grande dicendomi “brava troia leccala a dovere che la tua amica la voglio bella calda quando ho finito con te”. Sorrisi pensando alla mia amica nella realtà e alla semplicità del sogno di Andrea. Pensai anche che, non certo con lei, ma non mi sarebbe dispiaciuto vederlo alle prese con un'altra donna… Camminai in salita e un po' per questi pensieri e per la fatica mi sentii dolcemente stanca. Ad una curva comparve un fienile, poco distante la stalla e l’abitazione. Una fontana attirò la mia attenzione e quindi mi avviai verso il fabbricato per dissetarmi. Passando davanti al fienile dalla porta aperta sentii giungere dei gemiti inequivocabili… Si dice che la curiosità è femmina ma penso che in questi casi non abbia genere. Affacciandomi mi si presentò una scena direi medioevale. Mi ricordò certe illustrazioni sui sabba delle streghe. Nell’ampio spazio in penombra un unico raggio di sole entrava da un’apertura ad illuminare i corpi. Una donna, o meglio le cosce spalancate di una donna robusta, cosce non più giovani ma sode e imponenti sovrastate dalla schiena muscolosa di un uomo color dell’ebano che con i suoi possenti lombi se la fotteva con energia. Rimasi ipnotizzata da quel movimento deciso ma fluido. Con l’abitudine alla penombra potevo ora distinguere i muscoli dei glutei rilassarsi nel preparare l’affondo per poi guizzare una volta penetrato completamente. E il ...