-
Anniversario di matrimonio
Data: 18/12/2020, Categorie: Etero Autore: Wandering
... suono, uno schiocco sordo ogni volta che si scontrava con quelle carni sode. Ad ogni affondo un gemito acuto di soddisfazione della contadina faceva uno strano contrasto con la robustezza delle mani che abbarbicate ai fianchi del nero lo tiravano a sé per agevolare ulteriormente la penetrazione. Una vera danza tribale. Mi ritrovai con i jeans slacciati e una mano infilata nelle mutandine a sgrillettarmi come una quindicenne mentre l’altra mano si insinuava sotto la maglia a strapazzare le mie tette pensando alle grosse mani del nero che straziavano il grosso seno della donna. Venni quasi subito e le ginocchia mi cedevano ma non distolsi né occhi né mani. I due fottevano imperterriti quando ad un certo punto una voce incazzata con quell’ inconfondibile accento popolare toscano urlò dalla vicina stalla “Isolina o che tu fai, vieni subito qua che ho bisogno di te” accompagnando la frase con una serie di litanie che non sto a riportare. La donna con uno scatto ed un’agilità incongrua alla mole del personaggio si divincolò e mostrandomi il monumentale culo si infilò rapidamente il grembiule senza metter intimo e si avviò allacciandosi i bottoni verso la stalla e rispondendo concitata “Sono qui… arrivo Adelmo”. Passandomi davanti e vedendomi così sbottonata comparve un sorrisetto sarcastico sul suo volto ma non si fermò e non disse niente. Intanto l’uomo, rimasto in piedi, nudo con l’erezione in perfetta evidenza mi trapassò con lo sguardo e nella mia testa passò ...
... di tutto. La scena appena osservata era ancora viva nei miei occhi e sentivo la fica gonfia di eccitazione. Mi fece un cenno deciso e io mi avviai verso di lui come un automa, pensai ad Andrea che sarebbe potuto arrivare da un momento all’altro ma non riuscivo a staccare gli occhi da quella erezione prepotente. Il suo cazzo era lucido degli umori della contadina e sembrava vibrare. Arrivata di fronte lui mi prese la mano e la accompagnò sul suo cazzo dicendomi in un italiano perfetto senza nessun accento “lo sai che adesso ti fotto come una cagna?” Mi scoprii docile a fare cenno di si con la testa e lui spingendomi verso il basso “bene troia, prima lavamelo bene”. L’odore era acre e penetrante, la contadina aveva sparso i suoi umori abbondantemente e io accucciata davanti al suo cazzo stavo passando scrupolosamente la lingua dappertutto e sentivo colare i miei. Volevo mi fottesse e lui leggendomi nel pensiero mi sollevò, mi sdraiò sul fieno e fece scivolare il suo cazzo duro come il marmo nella mia fica fradicia. Lo sentii farsi strada facilmente ed ero così turgida che percepivo chiaramente la cappella e mi sembrava addirittura di sentire le grosse vene pulsare. Quando cominciò la sua danza io ero già in estasi e la mia fica cominciò a contrarsi sul suo cazzo. Lui mi fotteva con grazia ed energia, movimenti decisi e profondi ma armonici: mi sentivo uno strumento musicale nelle sue mani. Non so bene come descrivere… ero sempre attaccata all’orgasmo e quando ...