1. Le chiavi galeotte


    Data: 19/12/2020, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Autore: Gorgo Phainomerides

    Sono stanca, distrutta, sfatta, sporca, ma totalmente soddisfatta. Ho ancora il fiatone, mentre sento la porta d'ingresso richiudersi. Ma è meglio fare un passo indietro. Il mio nome é Angelica, ho 25 anni e sono una studentessa,fuori corso,di medicina. Stamattina ero in facoltà, quando sento vibrare il mio cellulare, era un sms di mia madre che mi informava di essere sprovvista delle chiavi di casa e se la mia intenzione fosse quella di uscire nel pomeriggio, gentilmente di portargli il suo mazzo. Istintivamente portai una mano nella tasca dove,solitamente, conservavo le mie chiavi. Vuoto. "Merda." esclamai tra me "e adesso?". Si perché anch'io avevo dimenticato il mio. Decisi di lasciar perdere la visita in biblioteca e mi fiondai a casa. Con un po' di fortuna sarei riuscita a beccare mio padre che usciva di casa ed a risolvere l'emergenza. Niente da fare,nonostante la corsa sfrenata,con l'auto, al citofono non rispondeva nessuno. Non mi restava altro che chiamare i vigili del fuoco. Dopo meno di due squilli, mi rispose una voce molto affabile e mi disse che entro pochi minuti una squadra sarebbe arrivata a risolvere il problema. Nel frattempo citofonai alla vicina e mi feci aprire il portone. Effettivamente dopo brevissimo vidi il mezzo,dal caratteristico colore rosso arrivare. Spiegai loro la situazione ed indicai le finestre del nostro appartamento. Poi salii dalla vicina,per indicare meglio il balcone, onde evitare equivoci. Mentre il caposquadra posizionava la scala ...
    ... all'altezza esatta, vedevo l'altro vigile, quello che prima era seduto al posto di guida, che mi spiava insistentemente. C'è da precisare che quel giorno indossavo una gonna molto svolazzante, inusuale per me, ma i miei pantaloni erano nella cesta della roba da lavare. Il caposquadra salì fino al balcone della mia cucina ed ispezionando le finestre, trovò che quella del bagno era solo accostata. Che fortuna,non avrebbe dovuto rompere alcun vetro. Ma io, in realtà, non lo ascoltavo, il mio sguardo era fisso sull'altro ragazzo che continuava a guardarmi tra le cosce e si massaggiava,dall'esterno, il bozzo, sempre più evidente, che aveva tra le gambe. Mi stavo bagnando in maniera spropositata e mi toccai un secondo per constatare la situazione. Si, ero fradicia. Rientrai, ringraziai la vicina per la disponibilità ed andai sul pianerottolo, dove mi aspettava il caposquadra. Per sdebitarmi, mi offrii di preparar loro un caffè, così, avvisato il suo collega, me li ritrovai a parlottare tra loro nella mia cucina. I due mi guardavano con, sempre più, un'aria maliziosa e libidinosa. Io ero a disagio, non avevo mai tradito il mio ragazzo ed ora, se avessi voluto, mi sarei potuta fiondare tra le braccia di questi due omoni. Chiacchierando seppi che si chiamavano Francesco, il caposquadra, e Valerio. Stavo per accendere il fornello della cucina,quando sentii Valerio avvicinarsi ed appoggiarsi a me. -"Bisogna stare attenti con il fuoco,noi pompieri lo sappiamo bene." Mentre diceva questo,mi ...
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