1. Le chiavi galeotte


    Data: 19/12/2020, Categorie: Etero Sesso di Gruppo Autore: Gorgo Phainomerides

    ... spingeva sempre più verso il bordo della cucina,mentre premeva il suo bacino sul mio. La sua erezione era già potente,la sentivo posizionarsi esattamente nell'interspazio tra i due glutei. Prese i fiammiferi ed accese la cucina, poi, come se nulla fosse, ritornò al suo posto. Le risatine e gli occhiolini, tra i due, si sprecavano. I ero sempre più in imbarazzo. Da un lato la cosa mi stuzzicava, ma dall'altro mi vergognavo come una ladra. Per me, il sesso, non aveva una rilevanza fondamentale. Lo facevo una volta a settimana o ogni quindici giorni, giusto per tenere contento il mio ragazzo. Fosse stato per lui lo avremmo fatto ogni giorno, ma a me non piaceva. Non riuscivo a godere, anzi provavo sempre dolore e fastidio. La cosa non dipendeva dalle dimensioni del cazzo del mio ragazzo,perché il suo era di dimensioni normali o leggermente sotto la norma, probabilmente era il mio cervello a bloccarmi. Come stavo dicendo la cosa mi spaventava, sapevo che il rischio di finire a letto con questi due omoni era, ormai, prossimo alla certezza. Versai loro il caffè ed offrii dei pasticcini, che avevamo in frigo. Valerio scivolò dietro di me e mi afferrò x le tette. -"Non disturbarti tanto, sono altri i pasticcini che gradiremmo." Così dicendo infila una mano nella scollatura e mi tira un capezzolo. Emetto un urlo di dolore, ma anche di piacere, dato che ho appena avuto un orgasmo. Un orgasmo bello potente che mi ha fatto spruzzare molto ed il mio piacere é finito sulla scarpa del ...
    ... pompiere. -"Hai capito la cagna,le piace farsi trattare male. Ora ti aggiusto io zoccola." Mi prese e mi portò in camera dei miei genitori. Francesco gli faceva strada, sintomo che aveva esplorato tutta la casa. Mi spogliarono e fecero altrettanto con i loro vestiti. Iniziò a mordermi le tette, facendomi male, di proposito, quasi fossi una qualunque prostituta senza dignità. Io soffocavo le urla che istintivamente emettevo. Poi all'improvviso si bloccò e, di botto, mi infila tutto il suo cazzo. é enorme, o almeno lo era per me, abituata alle misure del mio ragazzo. Ma stranamente non provo il solito dolore, ma godo. Anzi,godo talmente tanto, che i miei non sono gemiti,ma urla di piacere. Valerio mi sbatte con una forza inaudita, mi fanno male i reni, per quanto forte sono i suoi colpi. -" Dai cagna,urla. Fai sentire a tutto il palazzo quanto sei troia. Lo sanno tutti che sei in casa con due pompieri e che ti stai facendo pompare di brutto." Francesco, fino a quel momento in disparte a masturbarsi, si avvicina. -"Giratevi,voglio fottere anch'io questa mignotta." Così facendo,Valerio mi ribalta, con ancora lui dentro di me. Sento il cazzo di Francesco puntare al buco del culo. -"No,lì no, per favore, non l'ho mai fatto." Imploro. -"Ed è giunto il momento che te lo faccia spaccare per bene questo culo. E poi una zoccola non rifiuta mai nulla." E me lo mette tutto dentro, così di botto. Valerio mi tappa la bocca, ma il mio urlo è troppo potente, il dolore è lancinante. Copiose lacrime ...