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Debora: una vera dark lady in cerca di se stessa
Data: 21/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: light78
... anche lì, scoprii di avere molte più cose in comune con lei di quanto pensavo. La serata volava via in fretta, ci raccontammo le nostre avventure. Incredibile come sebbene abitasse così vicina a me, non avessi mai incrociato cotanta bellezza: scoprimmo di avere anche una cara amica in comune, corsi e ricorsi.. La serata volgeva al termine, la accompagnai verso l'auto. Aveva parcheggiato non distante da casa mia. Era già il momento di salutarsi, ahimè, anche se sentivo che ci saremmo rivisti, dato che ci eravamo scambiati i cellulari. Mi avvicinai alla portiera della sua auto, prima che lei montasse, aprendogliela per galanteria. In quel mentre sentii le mani di Debora avvolgere i miei fianchi: lei dietro di me abbracciata dolcemente. Potevo sentire i suoi seni appoggiati alla mia schiena. Mi girai, le diedi un bacio lungo, profondo: le nostre lingue si attraevano, sprigionando passione. I miei respiri si facevano affannosi, era forte l'emozione. Intravvedevo i suoi occhi socchiusi, carichi di passione. I nostri corpi oramai erano un unico, caldo, groviglio. Montammo in auto, direzione casa mia: due vie ed eravamo giunti. Ci baciammo in parcheggio, lungo le scale, davanti il portone: le mie mani avevano cominciato ad esplorare il suo corpo. Sentivo tutto il suo piacere avvicinandomi all'interno coscia. Potevo sentire la sua pelle d'oca in quei pochi centimetri di carne non coperti dalle autoreggenti nere: era così eccitante sentirla aprirsi ...
... così. Le sue mani sotto la mia polo esploravano il mio torso, gli addominali che si contraevano sotto le sue unghie lunghe, nere, curate. Il sudore cominciava a correre lungo i nostri corpi, e non ancora eravamo entrati in casa. Ci entrammo con foga: mi gettò per terra. Me la trovai a cavalcioni sopra di me, ancora vestita. La visione di quel corpo così perfetto, così eroticamente diverso dai canoni di donna che avevo sempre inseguito, creava in me una forza unica: tuttavia volevo lasciarle fare, darle libero sfogo. Mi incuriosiva essere da lei posseduto. Allungai la mano per accendere lo stereo, avevo ascoltato un cd dei Metallica giusto alla mattina, e lo feci partire: ora l'atmosfera era perfetta. Cominciò a spogliarsi sopra di me, sfilando il vestitino: rimase in intimo nero, orlettato anch'esso in pizzo, autoreggenti e le splendide schiave ai piedi. Si alzò in piedi, ordinandomi di spogliarmi: la dolce dama si era trasformata in una mantide, in pieno possesso di me. Conduceva il gioco, e sembrava sapesse farlo molto bene. Cominciai a spogliarmi, come ordinato, mentre lei puntava il tacco della sua schiava sul mio pene. Ora ero in boxer anch'io: lei tornò a cavalcioni su di me, sul mio membro desideroso. Sorrise. Mi sussurrò all'orecchio “Chi preferisci? La versione dolce..o quella cattiva?”. Capii che Debora era speciale, era capace di giocare con il suo corpo e controllare il suo carattere, in ogni istante. La ribaltai sotto sopra, senza ...