1. Prime esperienze di un giovane passivo


    Data: 24/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    Ho ricevuto una mail. Mi si chiedeva di scrivere una storia. La storia di Luca, ovviamente un nome di fantasia. Ci siamo scritti e poi sentiti al telefono. Quanto mi ha detto mi ha incuriosito moltissimo e, poiché non abitavamo nemmeno troppo lontani, abbiamo deciso di incontrarci. Lo raggiungevo per farmi raccontare la sua storia che poi avrei scritto proprio per questo sito. Era quesato che voleva. Lo ho accontentato.
    
    Redtales: Luca, diciamo che ti chiami Luca.
    
    Luca: si, Luca va benissimo.
    
    R: ma sei sicuro che la tua storia la devo scrivere come un'intervista?
    
    L: si, così se ti sembra che ho dimenticato qualcosa me lo chiedi.
    
    R: va bene. Comincia dall'inizio. Come è cominciato tutto.
    
    L: si. Tutto è cominciato quando avevo compiuto da poco diciotto anni. Ferragosto era appena passato e i miei genitori mi dissero che si sarebbero presi alcuni giorni di vacanza.
    
    Se ne andarono lasciandomi a casa da solo. Per qualsiasi cosa c'era la signora Maria, la vicina di casa. Mi avrebbero telefonato…
    
    R: in che anno siamo?
    
    L: nel 1973. I primi giorni li passai facendo festa con gli amici. Avevo la casa tutta per me ed ero felice, ma dopo una settimana di totale silenzio cominciai a preoccuparmi e lo fece anche la signora Maria che non ricevette alcuna notizia dai miei genitori. Dopo altri sette giorni la vicina informò i Carabinieri della cosa e dopo un mese ricevetti la visita di un assistente sociale. Mi informò in modo spiccio e sbrigativo che i miei ...
    ... genitori non si trovavano, che la casa l'avevano venduta prima di partire e che me ne sarei dovuto andare subito con lei in un istituto per minori. In cinque minuti il mondo mi crollò addosso.
    
    R: scusa, perché per minori? Avevi già compiuto diciotto anni.
    
    L: si, ma nel 1973 la maggior età si raggiungeva a 21 anni, perciò anche se avevo diciotto anni, ero ancora minorenne per la legge di allora.
    
    R: giusto, non me lo ricordavo. Ma non potevi andare da qualche parente?
    
    L: purtroppo non ne avevo. Due ore dopo mi trovai in una comunità gestita da preti per ragazzi in situazioni simili alla mia. Era un grande casolare in periferia. C'erano sei stanze e ognuna ospitava sei ragazzi. Il sacerdote che mi accolse trattenne la mie valige dicendomi che me le avrebbe portate più tardi e mi affidò ad un educatore che mi condusse in una delle camere. Mi indicò il letto e mi presentò agli altri cinque ragazzi e se ne andò. Tutti indossavano un camicione e dei pantaloni di tela. Due di loro si piazzarono davanti alla porta mentre il più vecchio, che poi seppi essere quasi alla soglia dei ventun'anni, mi chiarì subito che li avrei dovuto fare tutto quello che loro volevano. Feci di si con la testa per fargli capire che volevo collaborare e slui mi disse subito di spogliarmi nudo, completamente. Poiché esitai, uno da dietro mi assestò un forte calcio nel culo. Feci per protestare ma un altro calcio mi raggiunse. Va bene, faccio ciò che volete. Pensai che era una specie di rituale riservato ...
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