1. Prime esperienze di un giovane passivo


    Data: 24/12/2020, Categorie: Prime Esperienze Autore: RedTales

    ... era già balzata per la testa più o meno due o tre anni prima. Ero in prima superiore e alcuni miei compagni, nello spogliatoio della palestra, mi avevano fatto notare che ero tanto bianco e senza peli sulle gambe. La cosa mi sorprese e, a casa, mi guardai con attenzione. Era vero, gli altri ragazzi della mia età erano molto più pelosi di me e con una carnagione molto più scura. Fu in quel periodo che comincia a fantasticare di abbracciare un altro ragazzo, di toccarlo. Ma erano solo pensieri che, ogni tanto, mi frullavano in testa e ai quali cercavo di non pensare.
    
    R: va bene, un pochino lo sognavi di incontare un altro maschietto… ma torniamo all'istituto. Come è proseguita la tua permanenza li.
    
    L: cosa vuoi che ti dica. Ci sarebbe da scrivere un libro a luci rosse su tutto quello che mi hanno fatto. Ogni giorno dovevo soddisfare i miei compagni con la bocca o con le mani o con il culo. Qualche volta anche con i piedi… Mi hanno insegnato a farlo in tutte le posizioni e ad inghiottire tutto quello che mi versavano in bocca, anche pipì… In pochissimi giorni ero diventato un bevitore di sperma e il buchetto si era così aperto che… Ma la cosa che mi riusciva meglio era quando me lo spingevano in gola. Dopo le prime volte in cui sentivo venirmi un senso di nausea, quella sensazione sparì e potevo lasciarlo entrare, dritto dritto, fino in fondo alla gola. E potevano continuare per quanto volevano perché respiravo con il naso… E quando arrivavano al traguardo non sentivo ...
    ... nemmeno il gusto della crema perché scivolava direttamente giù. Ma di questo te ne sei accorto poco fa, vero…
    
    E mi lanciò uno sguardo complice e malizioso che riuscì a scendere fino ai genitali tanto era forte. Ma volevo sentirlo raccontare ancora e non lasciai spazio a questa nuova voglia…
    
    R: e per quanto sei rimasto in quella stanza.
    
    L: quasi un mese. Ma la situazione cambiò due volte. La prima pochi giorni dopo perché Sergio se ne andò e, al suo posto arrivò Martino, vent'anni che, capita subito la situazione, anche perché quello era il quarto istituto in cui era passato, fu ben felice di soddisfare le sue voglie con me. La cosa strana fu che i cinque mi consideravano come di loro proprietà ed impedivano ad altri di… usarmi. Col tempo mi accorsi che la mia era la camera dei grandi e che nelle altre tre camere non succedeva quello che veniva tollerato qui. Anzi, succedeva ma molto, molto di meno. Ovviamente in un ambiente così ristretto nel giro di un giorno tutti sapevano chi ero e cosa mi facevano e, almeno all'inizio, la cosa mi mise in grande imbarazzo. Poi, col passare dei giorni, me ne feci una ragione e dopo alcune settimane ero addirittura fiero del soprannome che mi avevano dato: boccuccia.
    
    R: perché boccuccia? Perché facevi bene i pompini?
    
    Non mi rispose nemmeno e iniziando a giocare con i suoi capezzoli riprese il racconto.
    
    L: il secondo cambiamento avvenne dopo un mese. Tutta la mia camera fu trasferita in un'altra perché iniziarono dei lavori di ...
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