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La carezza del professore
Data: 26/12/2020, Categorie: Etero Autore: lifewithoutyou
... perversi! Ora si stavano realizzando entrambi.Per un po� il silenzio continuò. Credo avessimo capito entrambi che s�era raggiunto un punto critico e altre parole sarebbero state inutili. Continuavamo ad osservarci sorridendo e fossimo stati in una discoteca, il prossimo passo sarebbe potuto benissimo essere la classica lingua in bocca. Io non avrei esitato a prendere l'iniziativa, ma non eravamo in discoteca e per di più, lui non era un coetaneo ed io mi sentivo totalmente impreparata a gestire quella situazione. Ancora una volta fu lui a prendere l�iniziativa. Continuando a guardarci negli occhi in silenzio, all�improvviso sentii una sensazione di calore sul ginocchio. La sua mano s�era poggiata a presa piena sulla mia gamba. Il mio turbamento si tramutò in eccitazione e mi venne automatico socchiudere gli occhi e appoggiare la testa sullo schienale. Avrei voluto abbassare lo sguardo per capire meglio, ma quando ci provai lui mi trattenne per il viso. Cominciò ad accarezzarmi il ginocchio con delicatezza, muovendosi lentamente verso l�inguine e ritornando indietro al ginocchio. Con un gesto automatico le mie cosce si aprirono, come per invitarlo a proseguire. L�autobus procedeva nella notte con le luci azzurrate che mantenevano l�atmosfera erotica. Sentivo la radio ormai lontana e avevo il cuore in gola. I capezzoli mi erano diventati duri e le mutandine oramai fradice. Lui continuava ad accarezzarmi con dolcezza, con la mano che percorreva la mia coscia su e giù lenta e ...
... delicata, dall'inguine al ginocchio ripetutamente, muovendosi con sapienza, come per assaporare meglio la sensazione vellutata che la mia pelle procurava. A volte la presa si faceva più forte, rilasciandosi poco dopo. Quando riuscivo a riaprire gli occhi, lo vedevo che continuava a fissarmi con espressione eccitata e questo eccitava pure me. Indugiò sulla mia gamba per un bel po�, ma ad un certo punto, la mano non si arrestò più alla radice della coscia, come aveva fino allora fatto, ma proseguendo oltre, guadagnò presa piena sul pube. La sensazione improvvisa di pressione sul mio sesso acuì la tensione che già mi tormentava. Cominciai istintivamente con il bacino un movimento ondulatorio, sincrono con il ritmo della sua mano, sperando di raggiungere al più presto l�orgasmo liberatorio ed alleviare così quel tormento. La sua mano alla fine si mosse oltre. Lasciando la presa sul sesso, si posò sulla pancia scoperta, cominciando a giocare con l�ombelico, per poi raggiungere i fianchi e tornare all�ombelico e poi dirigersi alla schiena. Era un delirio di sensazioni. Quell�uomo mi stava facendo vivere l�esperienza erotica della mia vita. Afferrando con le dita l�orlo del top, lo spostò, esponendo il reggiseno. L�altra mano scivolò dietro la schiena ad afferrare il gancetto che staccò con disinvoltura. Lasciando il reggiseno sganciato li dov'era a coprire il seno, vi passò facilmente la mano sotto, cominciando a palparmi. Il suo palpare deciso si alternava a sfioramenti gentili e ...