1. La carezza del professore


    Data: 26/12/2020, Categorie: Etero Autore: lifewithoutyou

    ... strizzatine occasionali ai capezzoli. La sua mano si diresse poi al bottone dei miei shorts che aprì uno ad uno lentamente. Capii ad un certo punto, dai movimento che faceva, che voleva inarcassi la schiena per permettergli di sfilarmeli via. Dopo aver controllato che nessuno guardasse, lo lasciai fare, ritrovandomi i pantaloncini alle caviglie. Portavo un intimo alquanto striminzito e cosi mi ritrovai praticamente nuda, appoggiata direttamente sul tessuto sdrucito del sedile. La mano riprese la sua precedente posizione a piatto sul mio addome, sostando proprio sotto l�ombelico. Quel gioco cominciava a farmi soffrire. Con gli occhi socchiusi, tenevo le labbra appena aperte, con la lingua che si intravedeva, nella speranza di attrarre la sua nella mia bocca. Ma ciò non accadde. La sua mano cominciò a muovere lentamente verso il basso, oltrepassando l�orlo delle mutandine ed infilandosi dentro, al di sotto del tessuto delicato e trasparente. Il suo dito raggiunse il clitoride soffermandosi e cominciando a roteare, causando in me brividi di gioia. Era proprio esperto del gioco e pareva conoscere alla perfezione il corpo femminile. Mi regalò il ditalino piu� bello della mia vita e, dopo aver realizzato che ero venuta, strisciò il dito sulla vulva, raccogliendo i miei umori e, portandoselo alle labbra, mi assaporò vorace. Guardandolo succhiarsi il dito, mossi il bacino avanti ed indietro, riuscendo con sorpresa incredibile a procurandomi un secondo violento orgasmo, semplicemente ...
    ... strisciandomi sul sedile. Lui parve divertito da quella mia iniziativa. Era la prima volta che mi accadeva una cosa del genere ed ero strabiliata. Mi adagiai appagata sul sedile, testa appoggiata e occhi chiusi, provata dall'intensità di quelle emozioni. Ci ricomponemmo. I miei slip erano troppo fradici per poterli rimettermeli, cosi li tolsi con l�intenzione di infilarli in borsetta. Ma lui con un gesto repentino me li sottrasse, mettendoseli in tasca.�Questi sono miei...� commentò con un ghigno malizioso.Speravo di riprendere la conversazione e di conoscerlo meglio, ma mentre mi asciugavo, rinfilandomi gli shorts, lui prese dalla tasca un biglietto da visita che mi porse in mano.�Ora devo andare. Spero ti sia piaciuto. Mandami un messaggino domani, se ti va. Sono in hotel con voi...�Completò la frase con una strizzata di occhio molto eloquente. Annuendo, riuscii appena ad accennare un sorriso di ringraziamento. In meno che non si dica era sparito, ritornato al suo posto dov�era prima ed io mi addormentai beata...Albeggiava quando il pullman raggiunse Milano. Il posto che Vanni aveva ripreso davanti era vuoto e lui era sparito. Si tirò tutti dritti nelle nostre stanze a sistemarci. Io ero alloggiata con una mia amica, che per mia fortuna aveva deciso che da lì a poco sarebbe andata a trovare una sua zia. Per tutto il giorno Vanni non si vide in giro e non mi fu possibile sapere dove fosse alloggiato. L�unico filo che mi riconduceva a lui era il numero che mi aveva lasciato, ...
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