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Quella notte in laguna.
Data: 27/12/2020, Categorie: interviste, Autore: Tibet
... Corridoi e sottotetti, veramente... credo che non esistesse a quel tempo una vera intimità per le tante coppie che dovevano conviverci. I litigi erano frequenti. Ma il vecchio teneva comunque tutti sotto controllo. Aveva il polso di ferro. La casa era aggettante... forse non sapete come erano state costruite le case a Venezia nel passato, ai tempi della Serenissima. Inizialmente, nell'antico... il commercio si svolgeva nella bottega che dava direttamente sulla calle e poi piano per piano... la casa si allargava, prendeva spazio... quello spazio che non poteva recuperare altrimenti, erano pochi centimetri per volta certo ma alla fine il piano più alto sporgeva oltre un mezzo metro dal perimetro della base. Diciamo che nella calle non arrivava mai il sole e... a volte neanche la pioggia. Che ci fossero tresche amorose in famiglia? E storie di corna? C'erano... a volte io bambino entravo in una stanza e tutti si zittivano, gli adulti dico. Le ultime parole che sentivo pronunciare dagli adulti negli ultimi tempi che ci vivevo era di solito... “povera Ninetta...” era lei la protagonista! Di quel tradimento so, ma senz'altro la promiscuità ne promuoveva altri. Corna e baruffe. Zia Ninetta era sposata con zio Pepi, un uomo robusto anzi corpulento, massiccio che lavorava al porto. Insomma... lui la tradiva, ma con chi? Non è che mi interessasse poi molto. Ero più preso dai mille giochi, dai tuffi in laguna, alle gite in barchino, da una infinità di altre cose. Scherzi, lazzi e ...
... schiamazzi. Chi soffriva di più la situazione di convivenza forzata era mia madre, donna puritana e in un certo modo altezzosa nei modi, forse per via della sua provenienza da una famiglia con deboli legami con la piccola nobiltà. Litigavano spesso lei e mio padre, ma lui... non voleva lasciare la casa paterna, ribatteva alle continue lamentele che non poteva farlo al momento, che lo avrebbe fatto al momento opportuno. Ciò comunque avvenne a breve distanza dalla morte del vecchio, forse l'accadimento che aspettavano tutti per ottenere la libertà. La famiglia brevemente si disgregò, ognuno prese la sua strada. I figli diventarono di colpo adulti e dovettero industriarsi un modo per campare. La casa venne venduta e il ricavato diviso. Presumo... I negozi? Il commercio? Non lo so... L'arcano della tresca fra zio Bepi e la sua amante misteriosa mi fu svelato in quella notte in laguna. Avevo poco più di otto anni. Poco dopo morì il nonno. La notte del Redentore era magica, la laguna davanti a San Marco si riempiva di imbarcazioni con lanterne colorate e si aspettava il grande spettacolo pirotecnico, i fuochi d'artificio. Fra la Giudecca e le Zattere veniva messo in opera un ponte di barche. Era una magnifica festa. Si tornava a riva con le luci dell'alba. Il vecchio prendeva una grande imbarcazione a noleggio, grande, non so come si chiamasse quel tipo di barca... forse burchio? Davvero enorme, veniva approntato un tavolo per tutta la sua lunghezza e delle assi di legno al bordo del ...