-
Quella notte in laguna.
Data: 27/12/2020, Categorie: interviste, Autore: Tibet
... natante. Poi? A poppa e prua c'erano viveri in abbondanza, diverse damigiane di vino e altre mille cose. Oltre a noi familiari c'erano amici del nonno, altri parenti. Si prendeva posto nella laguna già nel tardo pomeriggio per avere un posto migliore. Ma... come sbrigare i propri bisogni corporali? Si tornava all'antico. Per gli uomini era più facile, andavano a poppa, si volgevano verso il mare e si liberavano. Ma le donne? Diventavano per necessità un po' spudorate, si sedevano sul bordo e con un artificio di equilibrio pisciavano in acqua. Noi bambini le guardavamo e ridevamo. Mia mamma no... non l'avrebbe mai fatto, penso ma non lo so con certezza che si fosse portata un bacile o qualcosa del genere da usare come pitale. Questo era enormemente interessante agli occhi di un bambino. Si mangiava e beveva fino a quando, a mezzanotte, iniziava il grande spettacolo pirotecnico. Più che mangiare ora era il bere l'occupazione principale, per gli uomini dico ma non che le donne restassero molto indietro, bevevano anche loro e si rideva, si cantava... qualcuno suonava la fisarmonica, raccontavano barzellette sconce che non capivo. Finito lo spettacolo subentrava la stanchezza, qualcuno si assopiva stendendosi sulle panche, altri posavano la testa sul tavolo. Si attendeva l'alba. La mia curiosità... già allora era rivolta al mondo femminile. Mi piaceva immensamente zia Fiameta, diminuitivo di Fiamma, sposata con il più giovane dei fratelli, zio Nane. Era graziosa, delicata e molto ...
... affettuosa con noi bambini, con me in particolare... mi pareva di essere il suo preferito. Lei non aveva ancora figli. Bionda, incarnato pallido. Se si potesse definire innamoramento l'infatuazione di un bambino di otto anni... ebbene ero innamorato di lei. L'avevo guardata interessato mentre si sedeva sul bordo per orinare in acqua ma vidi solo un balenio di carne bianca. Era, ai miei occhi, splendida. Come una dea. Ma fu anche la mia prima delusione amorosa. Mi assopii... mi risvegliai... cercai con gli occhi Fiameta, ebbene... era a poppa che parlava con zio Bepi, lui cercava di abbracciarla, lei resisteva, poi... ambedue rivolsero una occhiata circolare al battello, la gente dormiva... alcuni erano ebbri di vino e di certo lo era Nane il marito di Fiameta. Rassicurati di questo... lui la costrinse piegata in avanti, lei appoggiò le mani al bordo della barca, lui le alzò la gonna e vidi di nuovo il biancore del suo sedere, poi... lui che si appressava e i movimenti del coito. Breve e violento. Ne restai enormemente deluso. Arrabbiato. Furente. Ecco chi era l'amante dello zio Bepi, uomo volgare e sanguigno. Era la mia adorata zia Fiameta... eterea e delicata. Non capivo, non mi capacitavo... ma poi brevemente il tempo guarì quella superficiale, infantile ferita al cuore. Ma lei era davvero bella. Lui invece un orrido animale. Finisce qui il mio ricordare, il vecchio morì e ci fu un funerale meraviglioso. Decine e decine di gondole e imbarcazioni ornate a lutto e dopo la sua ...