1. Matrimonio con pareggio


    Data: 29/12/2020, Categorie: Etero Autore: ilcap

    ... secondi, dieci interminabili secondi in cui le nostre bocche calde non si staccarono e le nostre lingue si inseguirono con passione.
    
    Il fotografo si complimento per la nostra passione e ci salutò, a quel punto guardai Paola stupefatto e le dissi: “Che cosa abbiamo fatto?” e aggiunsi: “…se le foto finiscono nelle mani sbagliate?” .
    
    Lei con un sorriso malizioso mi rispose:”beh vorrà dire che allora saremo uno pari palla al centro!” riferendosi alla mia ex, poi aggiunse “anzi in verità credo che il vero pareggio non l’abbia ancora segnato”.
    
    Dissi io: “Ah certo che se l’affiatamento che ha visto il fotografo lo avessimo anche a letto chissà cosa potrebbe succedere…” e lei sempre sorridendo con uno sguardo malizioso: “beh perché non provare?”.
    
    Avevo il sangue al cervello, e non solo al cervello, ero eccitatissimo e penso che si notasse anche perché avevo un paio di pantaloni di lino leggeri.
    
    Per stare al gioco le risposi: “beh perché qui di letti ci sono solo quelli della piscina…” e lei allungando la mano sulla mia eccitazione e guardandomi fissa negli occhi mi disse:”…ma non serve mica per forza il letto!”
    
    L’avvicinai a me, un po’ per farglielo sentire meglio, e un po’ per nascondere la sua mano alla vista delle altre persone, poi le sussurrai nell’orecchio: “Ma sbaglio o non porti le mutandine stasera?”, lei si staccò mi fissò e disse: “se vieni con me potrai scoprirlo…” cosi dicendo mi prese per mano e mi trascinò verso gli alberi del parco, lontano dalle ...
    ... luci della serata.
    
    Quando fummo abbastanza lontani e nascosti agli occhi altrui presi con forza la sua mano e la portai di nuovo sul mio cazzo che nel frattempo era diventato di marmo, poi l’appoggiai ad un tronco di un grosso albero e la presi da dietro. Mentre la sua mano cercava di entrare nei miei boxer io le sollevavo il vestito alla spasmodica ricerca delle mutandine da sfilare, mutandine che in effetti non c’erano.
    
    Trovai però il suo fiore caldo e bagnatissimo ed iniziai a giocarci con la mano destra, con la mano sinistra intanto tirai già la cerniera del vestito fino a liberarle i seni, era uno di quei vestiti che si portano senza reggiseno, per cui potei sentire i suoi capezzoli già turgidi e stringerle i seni piccoli ma sodi. La sentivo ansimare come se non provasse le mani di un uomo sul suo corpo da mesi, ed in effetti poi mi confessò che era così, iniziai quindi piano piano a penetrarla con le dita, prima uno, poi due, poi tre, mentre le dita affondavano alla ricerca del punto G con il palmo della mano premevo sull’esterno dell’osso pubico a contrastare gli affondi. Il ritmo si faceva sempre più incalzante, ad ogni colpo la sollevavo da terra e sembrava che stesse per venire da un momento all'altro fino a quando i suoi gemiti divennero prolungati e ripetuti, eccola, stava godendo come una cagna in calore!
    
    La tenni stretta a me per qualche minuto, aveva quasi perso i sensi, quando poi sentii che non aveva più le gambe molli la lasciai, lei si appoggio ...