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Bomber!
Data: 01/01/2021, Categorie: Etero Autore: Apogeo
... trascorse insieme ci si prendeva in giro e capitava addirittura che i ruoli canonici venissero sovvertiti, capitava quindi che lei mi irridesse per il mio essere “fighetto” ed io, di contro, la accusassi di essere troppo “maschiaccio”. Mi diceva, ridendo, che non mi avrebbe trovato attraente nemmeno da sbronza, per colpa del mio essere depilato e di aspetto curato ed io la schernivo dicendole che l’avrebbe fatto ammosciare anche ad un maniaco sessuale! In realtà andavamo davvero d’accordo ed insieme ci si divertiva moltissimo. I mesi passavano e la squadra si barcamenava, stazionando alla metà circa della classifica del campionato. Durante la stagione buttammo giù le basi della programmazione per l’anno successivo. Quello che era iniziato come un gioco stava diventando una bella realtà. Verso la fine del campionati, nel mese di aprile, Marta, peraltro rivelatasi una delle migliori giocatrici della squadra, dovette iniziare a seguire ad un corso serale legato al suo lavoro che, credo, riguardasse la lavorazione di ceramiche e porcellane o qualcosa di simile. A causa di ciò si trovava nell’impossibilità di svolgere gli allenamenti, con le compagne, nell’orario prestabilito ed iniziò quindi a lavorare sola, in tarda serata, seguita dal volenteroso Attilio. Io ero sempre presente e sovente mi occupavo di chiudere gli spogliatoi ed il cancello del campo in quanto Attilio doveva scappare a casa dalla famiglia. Capitava quindi che con Marta ci fermassimo a bere qualcosa, ...
... soli, al vicino pub e la nostra maliziosa amicizia si cementò sempre più. Mi faceva veramente divertire, quel suo essere poco femminile era bizzarro ed accattivante allo stesso tempo. Parlare di sesso con lei era come farlo con un vecchio amico, compagno di bevute, ma incastonato in un corpo di donna! La finezza non sapeva nemmeno dove stesse di casa, ma la sua simpatia era dirompente. Un martedì sera di fine aprile mi telefono Attilio. Mi chiese se fossi disponibile ad andare ad aprire il campo a Marta, in quanto lui non poteva venire. Marta si sarebbe allenata sola, era a conoscenza di ciò che avrebbe dovuto fare, io mi sarei limitato esclusivamente ad assisterla e ad aspettarla per la chiusura. Marta si allenò duramente: 15 minuti di corsa continua, scatti, esercizi di potenziamento e lavoro con la palla. Alla fine era stremata e madida di sudore. Si mise ad eseguire dello stretching defaticante vicino alla porta degli spogliatoi, al fianco della quale io mi ero seduto, mentre scambiavamo le solite chiacchiere scherzose. “Ehi, occhio che ti vedo che mi stai guardando il culo!” Mi disse mentre, piegata in avanti, si afferrava le caviglie! “Ma finiscila, sei mascolina, sudata e puzzolente, chi vuoi che ti guardi?” Le risposi! Lei ridacchiò, finì i suoi esercizi ed entrò negli spogliatoi. “Ok, allora dato che non mi guardi e che si crepa dal caldo, ti dispiace se lascio la porta aperta?” Così dicendo iniziò a spogliarsi, con la porta spalancata, davanti ai miei occhi ...