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Nel nome del piacere (capitolo 2)
Data: 03/01/2021, Categorie: Etero Autore: Candido1967
... possibile al di fuori di questo nostro spazio bisettimanale; ma già il solo fatto di poter conservare questo nostro momento di piacere era per me un qualcosa di nuovo e di diverso da tutti i rapporti avuti fino a prima di conoscerlo, dove era il sesso a farla da padrone. A differenza di tutti gli altri miei amanti Alessandro doveva essere provocato, stimolato e quasi invogliato a saltarmi addosso quando, completamente nuda, mi offrivo a lui. Ma, una volta riuscita a farlo cavalcare a briglia sciolta, mi scopava una, due, tre volte senza tregua lasciandomi, quando se ne andava, la fica in fiamme da quanto me l’aveva trivellata. Nelle soste, fra una chiavata e l’altra, i momenti che io definivo romantici ed ai quali, per la prima volta, mi ci ero affezionato quanto a quelli di passione pura. Era un ottimo amante ma il suo appetito sessuale era meno vorace di quello che avevo sperimentato negli altri miei amanti. Pensai “se la fame non c’è od è poca va stuzzicata con qualcosa che riesca ad ingolosire il mio amante”. Avevo una “ricetta” per raffinati intenditori che avrebbe sicuramente stuzzicato anche il palato sessuale di Alessandro. Sarei stata la sua cagnetta perversa. Avevo giusto acquistato pochi giorni prima in un sexy shop di Milano un kit nel quale i pezzi forti erano un anal plug con attaccata una coda di cane in materiale acrilico di colore nero ed un colare in pelle rossa con un anello in ferro a cui agganciare un guinzaglio abbinato sempre in pelle rossa. Gli ...
... avevo preannunciato qualcosa di speciale per quel pomeriggio ma quando Alessandro aprì la porta, che avevo lasciato socchiusa, e fu dento il mio appartamento restò stupito ed incredulo: indossavo calze autoreggenti nere, un reggiseno in pizzo lavorato che risaltava ancora più la voluttà dei miei seni già di per sé formosi, il tutto con una vestaglia trasparente in pizzo che mostrava ciò che serviva e nascondeva solo poche parti del mio corpo. Da dietro la vestaglia spuntava una lunga coda di pelo sintetico nero. Ad Alessandro non ci volle molto ad intuire come la coda fosse unita al mio corpo. Prima che pronunciasse una sola parola mi gettai su di lui e gli ficcai la lingua in bocca per iniziare con un bacio tutto sommato casto quale antipasto a quel pomeriggio particolare e pieno di portate peccaminose. “La tua cagnetta ha voglia di giocare con te Amore” gli dissi. Continuava a rimanere come paralizzato e senza dire parola. “Levami la vestaglia” gli suggerii “e fammi mettere a quattro zampe. Ammira il culo della tua cagnetta e gioca, se ti va, con la sua bella coda”. Alessandro ubbidii. “Lasciati andare, Alessandro, gioca con me; usa la fantasia e prenditi questo momento di piacere” lo esortai “In fondo anche i latini dicevano semel in anno licet insanire” e questa è la nostra pazzia, il nostro gioco una volta tanto. Sembrò più rilassato ed iniziò a prendere il gioco sul serio! Mi misi a quattro zampe. Gli indicai il collare sul mobile e gli dissi di allacciarmelo al collo. ...